
Una leggenda non si discute mai, si accetta e basta. A 76 anni, Patricia Lee Smith – per tutti Patti – può dire di essersi guadagnata l’immortalità che spetta soltanto ai pilastri della musica, che sia rock o meno non importa, quel che conta è quanto rimarrà di te da queste parti, prima o poi. La sua stessa storia è ormai leggenda: figlia di una modesta famiglia di Chicago, racconta di una ragazzina alta, allampanata, malaticcia, con un occhio sinistro pigro che si commuove ascoltando la Callas, per poi provare lo stesso brivido la prima volta in cui vede gli sfrontati Rolling Stones. Fra uno e l’altro c’è l’abisso, o forse no, c’è semplicemente l’amore per la musica, quella che sa trasmettere emozioni, sensazioni, tremori.
Arriva a New York nel 1967: è una ragazza madre che scrive poesie e dorme in metropolitana. Se la cava facendo la commessa in un negozio di libri, ma conosce anche gente su cui sono puntati gli occhi di tutti: Andy Warhol, Robert Mapplethorpe, Bob Dylan, Lou Reed, Sam Shepard. Quando sente il bisogno lei stessa di afferrare un microfono il mondo scopre una voce naturalmente incazzata, scarnificata da quei gorgheggi che fanno tanto mestiere: Patti incanala la rabbia fra le note più inquiete e dolenti del rock, con cui cavalca le urla dell’illusione collettiva di una generazione in cui tutti sono convinti che basti cantare, fare l’amore e promettere a barattare fiori con i cannoni perché qualcuno gli dia retta. Patti va avanti, ma uno dopo l’altro quei giovani pieni di canne e bandane finiscono di diventare grandi, inquadrati, con una famiglia da mantenere e uno stipendio per pagare il mutuo. Resta lei, e pochi altri, a ricordare a tutti che non c’è mai un’età giusta per dirsi contro qualcosa. Basta crederci.
"Non ho mai pensato di essere una politica – ha dichiarato - ma ho sempre voluto comunicare qualcosa: sono americana e amo i principi su cui si fonda il mio Paese. Abbiamo la libertà, ma sento di avere una grande responsabilità per questo verso il resto del mondo”.
L’hanno definita la “sacerdotessa del rock”, è stata un’icona delle prime avanguardie del punk scegliendo di guardare il mondo in tutte le sue forme d’arte: la musica, la fotografia, la poesia, i romanzi, la pittura e la scultura. Amata, discussa, potente ed idealista, Patti Smith resta un vero mito del rock per tutte le generazioni. Instancabile e sovversiva, ha recentemente conseguito due nuovi riconoscimenti: il prestigioso Premio Puccini - assegnato dalla Città di Viareggio e dalla Fondazione Festival Pucciniano, prima volta ad un’artista rock – e le chiavi della città di New York, ricevute dall’ormai ex sindaco Bill De Blasio, a testimonianza del rapporto straordinario con la città che l’ha adottata tanti anni fa.
Il tour estivo la porterà in Italia per quattro tappe in luglio: Pompei, Roma, Stresa e Cervia, concerti in cui ripercorrerà la lunga carriera accompagnata dal figlio Jackson alla chitarra, dall’amico di lunga data Tony Shanahan al basso e dal batterista Seb Rochford. “Quand’ero una ragazzina, ho sempre saputo che avevo qualcosa di speciale dentro di me. Non ero attraente, non ero molto comunicativa e non ero molto intelligente, almeno a scuola. Non ero nulla e non ho mai dimostrato al mondo che ero qualcosa di speciale, ma ho avuto un’enorme speranza per tutto il tempo ed è questo lo spirito che mi mantenuto forte”.
LA DATE ITALIANE
Martedì 26 luglio
Pompei (Na) – Teatro Grande di Pompei
Parco Archeologico di Pompei
Mercoledì 27 luglio
Roma - Rock in Roma
Cavea Auditorium Parco della Musica, Viale Pietro de Coubertin
Venerdì 29 luglio
Stresa – Settimane Musicali Internazionali
Tecnoparco – Area Produttiva Confine Baveno (VB)
Domenica 31 luglio
Cervia (RA) – Piazza Garibaldi
Informazioni: www.ticketone.it. – www.vivaticket.com – www.go2.it - www.internationalmusic.it.
www.pattismith.net - www.internationalmusic.it









