MUSICA – I cani antivirus dei Metallica
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Duri e incacchiati sul palco, ma ugualmente terrorizzati dal virus: i Metallica, gruppo heavy metal statunitense con oltre 100 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, sono attualmente impegnati in un world tour per il 40esimo anniversario della nascita della band che li sta portando attraverso l’America, prima quella del nord per poi sconfinare nel sud toccando Cile, Argentina e Brasile. Tra qualche settimana sono attesi in Europa, dove toccheranno Danimarca, Olanda, Repubblica Ceca, Germania, Francia, Svizzera, Belgio, Spagna, Portogallo e Italia, più precisamente, per chi fosse interessato, il 19 giugno alla “Visarno Arena” di Firenze. Ma ovunque vadano, James Hetfield, Lars Ulrick, Kirk Hammett e Robert Truijllo, si portano i loro cani.

Che c’è di strano in fondo? Sono rockstar, e qualche stranezza gli è concessa. Ma non è così. Sono stati loro stessi, in una conferenza stampa, a svelare che la muta di cani al seguito del tour non sono quelli da compagnia, ma animali messi a disposizione dalla “Bio Detektion K9” dell’Ohio, una società specializzata nell’addestrare i cani a rilevare batteri, virus e funghi.

I Metallica hanno avuto modo di testare il loro fiuto a livello sperimentale nel corso di due tappe, a Fort Lauderdale e Atlanta, ma considerato l’esito a dir poco straordinario, la band ha sottoscritto il contratto per l’intero tour.

In pratica, chiunque sia autorizzato ad accedere al backstage, dai componenti della band a tecnici e staff, è obbligato ad indossare una mascherina per 10 minuti, al termine dei quali deve consegnarla scrivendo il proprio nome agli addestratori, che a loro volta le sottopongono all’esame dei cinque cani della Bio Detection. Quando rilevano una mascherina infetta, ai cani è stato insegnato a sedersi, mentre in caso negativo si girano e passano a quella successiva. La percentuale di successo, secondo John Peets, responsabile del management dei Metallica, le probabilità di successo sono oltre il 98%, visto che i cani sanno addirittura distinguere la semplice influenza dalla presenza del virus.

Il solo problema è che i cani non sono esattamente “amichevoli”, ma anche questo fa parte dell’addestramento: l’eccessiva vicinanza e affettuosità con le persone potrebbe confonderli.