MUSICA – Hard Rock Cafe apre a Milano

Certo, la leggenda ormai si è un po’ offuscata, ma per lungo tempo, la t-shirt “Hard Rock Cafe” è stata il souvenir per eccellenza, la testimonianza di essere stati in luoghi lontani, frequentando anche i locali giusti. Ai 191 Hard Rock Cafe aperti in 59 Paesi diversi, da pochi giorni si è aggiunto il flagship store di Milano, al numero 5 di via Dante, centralissima arteria a pochi passi dal Duomo: 809 metri quadrati divisi su due piani con due palchi destinati alla musica live e 250 posti a sedere. Immancabile, al piano terra, il “Rock Shop” dove acquistare la celebre maglietta o l’infinito merchandising del tempio della musica e dell’hamburger.

Alle pareti, perché quella è la caratteristica degli Hard Rock Cafe, l’intimo utilizzato da Madonna nel corso del tour “Who’s that girl” del 1987, il reggiseno in pizzo di Cher, una giacca in velluto verde lime usata dal vivo da Elton John, una di Michael Jackson e la chitarra “Cloud” di Prince. Non manca qualche omaggio alla musica italiana con la batteria di “Negroamaro”, una chitatra acustica formata da Andrea Bocelli e una Fender Telecaster di Ligabue. Ma questo è solo un assaggio, perché le pareti sono disseminate di memorabilia e foto, mentre sugli schermi scorre di continuo musica e concerti storici.

Il primissimo Hard Rock Cafe nasce il 14 giugno 1971 a Londra, su idea di Peter Morton e Isaac Tigrett, due americani che agli States avevano preferito il Regno Unito, il primo per gestire un ristorante disseminato di souvenir americani, il secondo in cerca di un’idea giusta. L’idea dei due è di aprire un fast-food in stile “american way of life” che in breve tempo diventa uno dei luoghi preferiti dai musicisti di passaggio a Londra: Paul McCartnery si vede spesso, e lo stesso fanno gli Eagles. Nel 1979 Eric Clapton decide di regalare una delle sue chitarre al locale, seguito poco dopo da quella di Peter Townshend e dalla maglietta di Debbie Harry.

I rapporti fra i due soci, burrascosi da sempre, degenerano quando Tigrett decide di fondare un Hard Rock Cafe a Los Angeles grazie al finanziamento ricevuto da Steven Spielberg, a cui l’idea dei locali piaceva molto. A quel punto, l’amicizia fra Morton e Tigrett degenera e va avanti per vie legali, fra denunce e ingiunzioni. Mentre per quella strana coincidenza del destino i loro locali, aperti scatenando ogni volta le ire dell’altro, diventano la catena fast-food più celebre e amata del pianeta. Dei veri musei dove alle pareti vanno in scena i ricordi del meglio alla musica rock, pezzi a volte rarissimi che farebbero gola ai collezionisti e addirittura ai musei. Fra gli artisti prediletti dal brand ci sono da sempre i “Beatles”, con uno dei primi bassi di McCartney, il testo scritto a mano di “Help!”, una delle batterie di Ringo Starr e le giacche originali usate dai quattro del 1963. Anche Elvis è molto rappresentato: due uniformi militari, otto abiti di scena, due chitarre, una pistola e un fucile appartenuti a “The King”. Per finire con Jimi Hendrix, di cui sono esposte chitarre, poster, giacche, testi scritti a mano, disegni, lettere e dischi d’oro.

Nel 2018 la società è stata venduta a Richard Branson, proprietario del colosso “Virgin”, che ha poi ceduto le quote di tutte le proprietà Hard Rock Cafe (tranne Las Vegas, Soiux City, Tulsa e Vancouver) alla tribù dei Seminole della Florida.