
Per qualcuno è la prova provata che la separazione dei “Beatles” non fu affatto amichevole come raccontano alcune delle leggende che orbitano intorno all’incredibile avventura dei “Fab Four” di Liverpool. C’erano di mezzo diritti, soldi da dividere – tanti - e divergenze artistiche ormai incolmabili che allontanavano sempre più quelli che un tempo erano stati amici, diventati di colpo presenze fastidiose uno per l’altro.
La prova in questione è una lettera scritta da John Lennon e indirizzata a Paul McCartney, pezzo forte dell’asta “Gotta have Rock and Roll”. La lettera datata 24 novembre 1971, risale ad un anno dopo la rottura ufficiale della band, e Lennon è assai aspro e incattivito nei confronti di Paul, colpevole di aver rilasciato un’intervista polemica nei confronti della sua ex band, pubblicata con molta enfasi dal mensile “Melody Maker”.
Scritta a macchina, ma con annotazioni a penna, era stata inviata a Richard Williams, editore della stessa rivista, con la preghiera di pubblicazione. Cosa che ovviamente avvenne, facendo già allora molto scalpore.
Nella lettera, Lennon accusa l’ex compagno di essere un ingrato, gli rimprovera di aver strapazzato pubblicamente “Imagine”, il suo ultimo brano (in realtà destinato alla leggenda), e soprattutto gli addebita buona parte delle responsabilità per la fine dei Beatles.
Secondo gli storici, il periodo dopo lo scioglimento della band era stato molto complicato, soprattutto dal punto di vista finanziario: stuoli di avvocati studiavano come dividere l’immenso patrimonio di un impero creato e dissolto con la stessa velocità. E Lennon nella lettera non le manda a dire, accusando McCartney di aver acquistato una casa discografica all’insaputa degli altri, rispedendo al mittente la richiesta di lasciare fuori le mogli dalla diatriba: lui e Yoko, rammenta John, sono ormai una cosa sola.
Un pezzo che farà impazzire fan e collezionisti, che probabilmente porterà le quotazioni verso cifre iperboliche.










