MUSICA - 50 anni fa l'addio dei Beatles
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“Paul quits the Beatles”, letteralmente, Paul lascia i Beatles. Con queste parole. sparate in prima pagina, il “Daily Mirror” annuncia a milioni di fan in tutto il mondo che il sogno è finito: i Fab Four erano arrivati alla fine della loro straordinaria corsa a perdifiato.

Era il 10 aprile 1970, esattamente 50 anni fa. McCartney, specificava l’articolo, aveva un altro progetto in mente, ma più che altro, “per divergenze personali, economiche, musicali e professionali”, riteneva che la sua permanenza nella band fosse arrivata al capolinea. Per Lennon era stata una coltellata a tradimento, visto che lui stesso aveva già deciso di lasciare i Beatles ma aveva resistito alla tentazione per non guastare l’uscita di Let it Be, dodicesimo e ultimo album. Insomma, l’ultima frattura, quella inoperabile.

Indubbiamente, il 10 aprile 1970 è una delle date più iconiche nella storia della musica, che metteva fine alla favola bella dei ex quattro amici partiti nel luglio del 1957 dalla povera e fumosa Liverpool per conquistare il mondo. Sui motivi della rottura è fiorita una letteratura infinita, e in mezzo secolo camionate di esperti, amici, sociologi, musicologi e parenti dei quattro hanno detto la propria, raccontando ogni volta versioni diverse o simili, ma con sfumature che variavano in base al punto di vista. Secondo la teoria più accreditata, il complicato e litigioso rapporto fra le due anime più ingombranti dei Beatles, McCartney e John Lennon aveva superato i livelli di accettazione e andava fermato, anche a costo di rimetterci fiumi di denaro. La leggenda più accreditata vuole che la scintilla sia stata la fastidiosa presenza di Yoko Ono, imposta da Lennon e poco simpatica agli altri tre perché amava dire la propria in sala d’incisione anche quando non c’era alcun bisogno. Ma sembra che di mezzo ci fosse anche il maggior spazio compositivo e artistico richiesto da George Harrison, e soprattutto – come sempre – le questioni di soldi: dopo la morte di Brian Epstein, i quattro erano discordi sul nome a cui affidare la gestione dei loro immensi capitali. Ma forse, e anche questo fa parte della leggenda, cosa è realmente successo non si saprà mai con certezza.

Le carriere dei quattro sarebbero riprese da lì a breve: nove giorni dopo dopo McCartney pubblica l’album omonimo, segue a cinque mesi di distanza Ringo Starr con “A sentimental Journey”, a novembre George Harrison rincara la dose con il triplo “All thing must pass” e un mese dopo, alla fine dell’anno, arriva “Plastic Ono Band” di John Lennon.

Simboli della musica, il costume, la moda e l’arte di un’epoca, il fenomeno dei Beatles non si è mai esaurito: secondo alcune stime, fra album, singoli e musicassette, hanno venduto oltre un miliardo di copie.