
Domanda (del tutto inutile): può esserci un limite alla fantasia, quando si hanno montagne di soldi da spendere? La risposta è no, ovvio, e spalanca le porte ad una regola esistenziale da sempre valida: la differenza fra un uomo e un bambino è solo nel costo dei giocattoli.
Specie dalle parti di Hollywood, dove bastano le fortune di un paio di nomi qualsiasi per avvicinarsi al Pil di un paese europeo, l’elenco di ciò che è possibile inventare per distinguersi dalla massa informe è pressoché infinito.
Uno degli indizi più recenti è rappresentato dall’ultimissimo capriccio di Justin Bieber, artista canadese dal passato turbolento assai che sembra aver trovato l’equilibrio dopo il matrimonio con la gnocchissima modella Hailey Baldwin. Fra le passioni conclamate di Justin, a parte un paio che non è il caso di elencare a quest’ora, ci sono le auto: nel garage della popstar, raccontano le cronache, la scelta possibile quando è ora di uscire per andare a comprare il pane passa fra Lamborghini Aventador S, Ferrari 458 Italia, Audio R8 e Porsche 911 Turbo, ma l’elenco è incompleto e difficile da aggiornare perché ogni tanto qualcuna finisce contro pali della luce e ostacoli vari, finendo per essere sostituita da altri sogni su ruote, uno più esclusivo dell’altro.
Ma questa volta, malgrado ognuno dei modelli citati sia un pezzo unico, sottoposto a elaborazioni pensate e volute da lui stesso, sembra che Justin sia andato oltre. Per le strade di Malibu, località californiana dove vive insieme alla consorte citata qualche riga fa, Bieber è stato avvistato alla guida di un veicolo che a molti ha fatto temere l’inizio di un’invasione aliena. Un’auto, perché su quello non ci sono dubbi, che sembra giunta sulla Terra dallo spazio siderale, magari per un errore del satellitare. È bastato poco, per scorgere il primo indizio: lo Spirit of Ecstasy sul cofano: l’iconica statuetta alata che campeggia sulle Rolls Royce, simbolo su ruote di ricchezza e nobiltà, modelli in genere esclusi da bonus e incentivi alla rottamazione. Per essere ancora più precisi, quella di Justin è una Wraith, una cosina con un listino che parte dai 335mila euro – triangolo, ruotino di scorta e tappetini non inclusi - che l’artista ha voluto fare proprio ad ogni costo, per poi sottoporla alle capacità della West Coast Customs, un atelier di follie su ruote fondato nel 1993 da Ryan Friedlinghaus con i 5.000 dollari regalati dal nonno, diventato l’unico posto al mondo capace di dare forme e colore ai capricci dei più ricchi. Un team di tecnici, designer, artisti e graphic design che non dice di no a nessuno, e in passato si è esibito accontentando le richieste di gente come Paris Hilton, quando si era messa in testa di mettere mano su una Bentley GT rosa shocking, o Sylvester Stallone, a cui un Suv dalle dimensioni portuali non era sufficiente per ospitare a bordo una sorta di sala cinematografica.
Della Rolls Royce Wraith originale, dopo la cura d’immagine della WCC, il modello di Justin non ha quasi più nulla: i copriruota integrati alla carrozzeria nascondono gli pneumatici dando l’impressione che la vettura galleggi su un cuscino d’aria. Una rivisitazione che – malgrado conservi la somiglianza – ha costretto i maghi dell’atelier di Burbank a sostituire tutti i pannelli della carrozzeria adottando nuovi gruppi ottici e una griglia frontale dalle dimensioni ridotte, inserendo prese d’aria e minuscole telecamere sistemate su passaruota al posto degli antichi e obsoleti specchietti retrovisori. Vista la vetratura completamente oscurata non è stato possibile sbirciare gli interni, ma tutto lascia supporre che anche lì la fantasia di Justin abbia tolto i freni inibitori al team della West Coast Customs.
Nessuna indiscrezione anche sul costo, ma per un artista di 26 anni il cui patrimonio personale si aggira sui 300milioni di dollari, il prezzo è l’ultimo dei problemi.















