MOTORI – Hummer H1, dai campi di battaglia all’outdoor

Il 16 gennaio 1991, l’esercito americano e le truppe della coalizione formata da 35 Stati sotto la guida dell’ONU, lanciano l’operazione “Desert Storm”, la Guerra del Golfo. È la risposta del mondo all’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq di Saddam Hussein, invitato prima con le buone a ritirarsi dal Kuwait invaso pochi giorni prima.

L’attenzione di milioni di persone, oltre ai reportage da Baghdad bersagliata dagli incessanti bombardamenti delle forze alleate, si concentra su uno strano veicolo in dotazione all’esercito statunitense. Lo chiamano “M998 HMMWV”, è prodotto dalla AM General e nato su richiesta del Pentagono per esclusivo uso militare. O almeno così credevano, perché un interesse sempre più morboso verso l’Humvee convince GM ad acquisire il progetto lanciando sul mercato l’Hummer H1, convinti di fare il botto.

Lungo quasi 4,70 metri, largo 2 metri e 20 e alto 2, da queste parti l’H1 non arriverà mai: centri storici e misure della carreggiata lo tagliano fuori dal codice della strada. Finirà al contrario nei garage di celebrità come Arnold Schwarzenegger, dando il via alla dinastia Hummer, che al contrario dell’HUMMWV tenterà di invadere il mondo intero. Ma pur diventando per qualche tempo il trend del momento, l’H2 e l’H3, versioni sempre meno spartane e ingentilite finiranno per diventare fra i primi capri espiatori della crociata ambientalista contro i Suv, e costretti a forza ad uscire di scena.

Eppure di Hummer e HMMWV ne circolano ancora, e ogni tanto riemergono dal silenzio a cui sono stati condannati come varianti curiose di concetti già esistenti.

È il caso dell’Hummer H1 Patton, dedicato al leggendario generale americano. Realizzato dal preparatore “Wolf Rigs”, per l’occasione è diventato un camper pensato per safari ed escursioni impegnative, ma senza privarsi del confort. La parte cabinata, alta 40 cm da terra e realizzata in alluminio ospita cucina, bagno con doccia, letto queen size, area posteriore di stivaggio con serbatoio di propano per il riscaldamento, illuminazione a soffitto e lucernario sul tetto. Scomparso l’originale V8 diesel da 6,5 litri, a muoverlo ci pensa un 3,9 cc con 6 cilindri in linea e cambio automatico a sei marce.

E sempre dall’esagerata America arriva anche un’altra visione dell’Hummer H1, questa volta trasformato in mezzo anfibio dalla “WaterCar”, specializzata nel rendere qualsiasi veicolo adatto alla terra e all’acqua. Chiamato “H1 Panther”, conserva il look originale della carrozzeria nello scafo realizzato in alluminio aeronautico e acciaio speciale, con intercapedine riempita di schiuma poliuretanica a cellule chiuse. Sotto il cofano spunta questa volta un V8 LS3 Chevrolet da 395 CV e 508 Nm di coppia che assicura un massimo di 110 km/h su strada e 35 nodi in acqua grazie alla presenza di un Mercury Marine Bravo a doppia elica.

Dall’asportazione degli organi originali, per far posto al meccanismo che in 20 secondi netti solleva le ruote, resiste la trasmissione integrale. Certo, primizie che hanno un costo: 144 litri di serbatoio concedono meno di 600 km di autonomia su strada e 155 in acqua. In compenso, l’elenco delle personalizzazioni possibili va dall’aria condizionata ai rivestimenti e la verniciatura.