MOTORI - Foratura non ti conosco
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Nella classifica delle più solenni seccature del popolo degli automobilisti, in vetta ce n’è sempre una: forare uno pneumatico.

Questa volta a risolvere la questione non è stata una startup coreana o un gruppo di studenti universitari americani, ma uno dei più conosciuti marchi del settore, i francesi di Michelin.

La meraviglia che dice addio tanto alla foratura quanto alla pressione da controllare si chiama “Uptis” (Unique Puncture-proof Tyre System), ed è la seconda generazione di uno pneumatico privo d’aria che fin dall’inizio oltre a promettere di non bucarsi garantiva una durata maggiore nel tempo. Ha debuttato come prototipo nel 2019, alzando le speranze del mondo che va in macchina, ma tecnici e ingegneri del marchio francese erano già al lavoro per migliorarlo prima di immetterlo sul mercato.

Al recente Salone di Monaco di Baviera, Michelin ha portato la nuova generazione di Uptis, nuovamente realizzato in materiale composito lamellare in grado di sostenere il peso della vettura e di deformarsi per assecondare buche, avvallamenti e imprevisti della strada. L’unico problema, ammettono in Michelin, è l’impossibilità di cambiare i cerchi originali, anche se il problema potrebbe essere risolto nel giro di poco tempo.

Ma Uptis, protetto da più di 50 brevetti, è solo un capitolo del progetto “Vision”, la battaglia ambientale di Michelin verso lo sviluppo di prodotti sempre più eco-friendly a basso impatto ambientale, consapevole dei 200 milioni di pneumatici che ogni anno finiscono la loro missione anzitempo per forature, strappi e tagli. Cifre che incidono sul consumo di materie prime ed energia.

Uptis, secondo quanto dichiarato dalla casa, dovrebbe arrivare sul mercato nel 2024.