
Per il mondo è un hovercraft, veicolo che viaggia su un cuscino d’aria mosso da eliche che in italiano spesso tradotto nel poco efficace “aeroscivolante”. Nato nel 1716 dalla fantasia del progettista svedese Emanuel Swedenborg, grazie anche al costo dei carburanti tradizionali l’hovecraft ha conosciuto momenti di grande popolarità sia nel trasporto passeggeri che in uso militare. Ancora oggi, in diverse parti del mondo, viene usato con funzione di traghetto e mezzo di lavoro e di soccorso su fiumi, laghi e paludi, sia in mare che in acque interne.
Nel 2014, la VonMercier, un’azienda di Louisville, in Colorado, ha pensato di rivisitare l’ormai antico concetto di hovercraft per creare “Arosa”, l’incontro perfetto fra l’automobile e l’imbarcazione, giunto dopo vari aggiustamenti alla versione definitiva.
Arosa è un veicolo anfibio con un design aggressivo da supercar in grado di passare senza problemi dalla strada all’acqua e viceversa, ma soprattutto il primo hovercraft d’alta gamma di cui si abbia notizia. È dotato di carrozzeria in carbonio con due posti a tandem, con prese per i fan che visivamente sembrano cerchi da 26” ed un sistema di controllo direzionale con ventole laterali a spinta vettoriale che si aggiungono a quella posteriore, per rendere più semplici i movimenti. Oltre ad un motore a benzina di bordo, Arosa può contare su due propulsori elettrici da 88 kW (118 CV) con 90 minuti di autonomia, pari ad una percorrenza di circa 72 km.
Prodotto in 60 esemplari, con prezzi che orbitano intorno ai 100mila dollari, prima di pensare all’acquisto di Arosa va verificata la possibilità di utilizzo concessa dai diversi paesi. In Italia, ad esempio, non è possibile circolare su strade pubbliche.












