
Palazzo Mazzetti, ad Asti, è lo scenario in cui si celebrano i 170 anni dell’inaugurazione della linea ferroviaria su cui si è fatta l’Italia: la Torino-Genova, nata per collegare la capitale del regno di Sardegna e il suo porto prediletto sul mar Ligure, diventata nell’arco di pochi decenni la spina dorsale dello sviluppo economico dell’Italia unita, costituendo poi uno degli assi di crescita e uno straordinario strumento per collegare il Nord‐Ovest al resto del Paese, ma soprattutto alle ricche nazioni dell’Europa continentale.
Il racconto di questa ferrovia non è soltanto un capitolo affascinante della nostra storia, è anche un’occasione per riflettere sull’importanza delle infrastrutture di collegamento nell’Europa all’inizio del terzo millennio. Perché lungo questi binari passato e presente si toccano per disegnare il futuro.
La mostra presenta in forma sintetica l’ingente sforzo di natura infrastrutturale, ma anche economica, politica e amministrativa, che si rivelò fondamentale per la costruzione e il consolidamento della linea su cui veramente “si è fatta l’Italia”.
Il progetto espositivo è stato promosso dal Comitato sorto per celebrare il 170esimo anniversario della linea ferroviaria, costruita nel tempo record di soli sei anni tra il 1848 e il 1853: un organismo è stato costituito dalla Fondazione Slala(Sistema Logistico del Nord‐Ovest) per sostenere e dare spessore anche culturale ai progetti di irrobustimento della rete infrastrutturale delle regioni italiane nord‐occidentali. “L’idea espositiva – sottolinea il presidente di Slala, l’avvocato Cesare Rossini ‐ nasce con una duplice valenza: è pensata, infatti, sia come la celebrazione di uno strumento fondamentale per lo sviluppo del paese lungo l’arco di oltre un secolo e mezzo, sia come un viaggio di riscoperta vissuto nella realtà dell’area vasta che comprende i sistemi infrastrutturali di Piemonte e Liguria”.
Attraverso alcuni appuntamenti espositivi che nel corso del triennio 2021‐2023 si articoleranno in alcuni siti dislocati lungo il percorso, si entrerà in contatto con la storia della prima infrastruttura su rotaia della storia italiana (se si esclude la Napoli‐Portici) e si proporranno elementi di riflessione fra le problematiche del periodo precedente l’Unità nazionale e le scelte attuali che impattano sulla dotazione logistica dell’Italia di Nord‐Ovest.
L’obiettivo è quello di proporre la mostra per alle principali città collocate lungo i 165 chilometri della tratta ferroviaria: Torino, Asti, Alessandria, Novi Ligure e Genova. Il debutto è obbligatoriamente Asti, città nella quale il primo treno fa il proprio ingresso il 5 novembre 1849.
La mostra si articola lungo alcune sezioni tematiche: Introduzione, L’attività preparatoria (1825‐1845); I promotori del progetto: Camillo Cavour e Carlo Alberto, Il cantiere (1848‐1853), luogo di sperimentazioni tecniche e tecnologiche, L’immagine della ferrovia attraverso la lente degli artisti, Evoluzione delle stazioni e del materiale viaggiante, La Torino‐Genova e lo sviluppo del Nord‐Ovest, Gli sviluppi attuali e futuri della linea.
Oltre ai pannelli che sviluppano le singole sezioni, la mostra è dotata di un tavolo touch screen sul quale è possibile selezionare e ingrandire le 15 incisioni che il pittore svizzero Carlo Bossoli ha realizzato nel 1853 per un volume pubblicato a Londra (The Railway between Turin and Genoa), e consultare fin nei più minuti dettagli una planimetria di fine Ottocento che descrive le dotazioni tecnologiche della linea.
Inaugurata il 18 settembre, la mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 24 ottobre con orario dalle 10 alle 19 (da martedì a domenica). L’ingresso è gratuito.








