MONTAGNA - Il Sestrière passa agli inglesi

Chissà come avrebbe commentato l’avvocato Agnelli, se fosse ancora qui, una notiziola comparsa poche ore fa nelle pagine di economia. Poca roba, considerati gli immensi capitali che ogni giorno cambiano mano, ma che da queste parti al contrario ha una eco che va al di là delle semplici questioni finanziarie. Sestrière, uno dei vanti del Piemonte e fra le prime stazioni sciistiche a diventare meta turistica d’élite, non è più di proprietà italiana. La “iCON Infrastructure”, un fondo equity inglese, ha annunciato di aver raggiunto un accordo per acquisire il 100% delle azioni di Sestrieres SpA.

Un’altra vittima collaterale della pandemia, il rabbioso avvento del Covid che costringendo a chiudere gli impianti di risalita del comprensorio ha fatto crollare miseramente i fatturati delle località invernali, costringendo la società fondata nel lontano 1931 ad alzare bandiera bianca.

“Con l’acquisizione di Sestrieres, attraverso un’operazione dal controvalore di 90 milioni di euro - si legge nella nota ufficiale - iCON Infrastructure ha rilevato una delle più grandi e solide aziende italiane nel settore delle stazioni sciistiche, ponendosi obiettivi a medio-lungo termine per far crescere ulteriormente la società, anche a beneficio delle comunità locali”.

Già annunciati investimenti già pianificati per 30 milioni di euro, che partono dalla sostituzione della seggiovia “Cit Roc” per arrivare a strategie commerciali e processi di digitalizzazione che hanno l’obiettivo di ridare a Sestrière il posto che merita fra le mete turistiche più importanti d’Europa.

Si apre una nuova epoca, ma un po’ nostalgicamente se ne chiude un’altra che era iniziata negli anni Trenta, quando il Senatore Agnelli si innamora in un borgo di case di montagna conosciuto come il comune più alto d’Italia, e suo nipote Gianni lo trasforma in una sorta di Saint-Tropez della montagna. Sono gli Agnelli a portare delle innovative funivie di fabbricazione tedesca e a costruire le due torri che diventano il simbolo di Sestrière, e basta la presenza sempre discreta dell’Avvocato ad attirare il bel mondo italiano, che raggiunge piazzale Fraiteve arrancando sulle Balilla.

Poi arriva lo sport, con Alberto Tomba che al Sestrière spara la storica doppietta del 1987, e tutto culmina con le Olimpiadi Invernali di Torino 2006.

Oggi, la società gestisce la “Via Lattea”: 47 impianti di risalita che collegano 305 km di piste disseminate fra Sestrière, Sauze d’Oulx, Pragelato, Cesana, Sansicario e Claviere.