MONDO - Parigi dice addio ai biglietti della sua «Métro»
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Nelle fermate della metropolitana di Parigi sono stati ambientati decine fra film, romanzi e canzoni. È merito dello “stile Haussman”, dal nome del prefetto che nel 1852 fu incaricato da Napoleone III di dare un nuovo volto alla capitale francese. Il risultato è quel fascino elegante, malinconico e austero che rende Parigi una delle mete predilette del turismo ed un piacere per lo sguardo.

Ma per la metropolitana, all’inizio “Chemin de Fer Métropolitain”, quindi “Métropolitain” e oggi soltanto “Métro”, è arrivato il momento di un cambio radicale, che chiude un’epoca. L’Île-de-France Mobilités (Idfm), la società che gestisce la rete sotterranea, inaugurata nel 1900 in occasione dell’Expo e oggi lunga 226,9 km, con 16 linee e 308 stazioni, ha comunicato ufficialmente che dopo 122 anni interrotti sta per dare l’addio ai biglietti cartacei. Gli iconici tagliandini celesti o gialli lunghi 6,5 cm e larghi 3, con la striscia magnetica centrale, cederanno il passo alle tessere elettroniche e alle app. Per “France Soir”, uno dei quotidiani della capitale francese, si tratta di un “doloroso distacco dal ticket che ha ispirato artisti di ogni tempo”.

La decisione era stata presa da anni, ma la pandemia e la crisi mondiale dei microchip ha rallentato una tabella di marcia già definita che adesso prevede entro la metà del prossimo anno la scomparsa del carnet da 10 biglietti , seguita nel 2024 dal biglietto da corsa singola che dà diritto ad un’ora e mezza sui mezzi pubblici parigini con 1,90 euro di spesa.

Del cambiamento i parigini se n’erano già accorti con la graduale sparizione degli sportelli automatici in cui acquistare i biglietti, e addirittura in alcune fermate test dei tornelli che da un giorno all’altro non accettavano più i biglietti cartacei.

Parigi non è la prima grande città del mondo a varare una scelta ecologista per la propria metropolitana: da più di vent’anni a New York è sparito il leggendario gettone metallico che apriva i tornelli, mentre da 10 Londra ha smaterializzato i tickets.

“Con lui se ne va un pezzo del nostro quotidiano, e per gli innamorati della Ville Lumiére è una dura perdita. Sembrava intramontabile, parte integrante dell’immaginario collettivo di Parigi e della sua rappresentazione più iconica”, ha commentato amaramente Grégoire Thonnat, autore del libro intitolato “Piccola storia del Ticket della metro parigina”.