
Un aspetto deliziosamente d’epoca che racchiude una tecnologia meravigliosamente pulita. Mole Urbana, soluzione per la mobilità cittadina studiata dalla Up Design di Rivoli, azienda guidata dal designer torinese Umberto Palermo, è ormai pronta: entro la fine di quest’anno, se la pandemia permetterà di rispettare la tabella di marcia, dovrebbero essere prodotti in primi 50 esemplari, seguiti da altri 150 il prossimo anno, 200 nel 2022 e 300 l’anno ancora successivo. Quanto basta per garantirsi una fetta del mercato dei quadricicli che le previsioni danno in costante aumento negli anni a venire. “Ho immaginato quella che preferisco definire una ‘spostapersone’ priva di cofano che fosse semplice da produrre, e la tecnica costruttiva ha influenzato lo stile, con una forma cubica che rappresenta una risposta alle esigenze di spazi interni”.
Non sarà in vendita, ma soltanto a noleggio, nelle tre versioni in cui è stata ideata - Small, Medium e Large Sport – a cui aggiungere varianti professionali come quelle per le consegne, altre pensate per lo street-food o le “naked” destinate ai villaggi turistici.
Ovviamente, Mole Urbana è un quadriciclo totalmente elettrico: “Un veicolo ideato, progettato e costruito in Italia per rispondere alle esigenze di una mobilità urbana in costante mutamento”. Con lunghezze che vanno da 3,2 ai 3,7 metri e altezze che oscillano fra 1,2 e 1,4 metri (la larghezza uguale per tutte è di 1,49 metri), al peso di 500 kg, la pop-car è dotata di un powertrain prodotto dalla Pretto di Pontedera che sviluppa 23 CV per 50 km/h di velocità massima, con un’autonomia compresa fra 70 e 150 km, in base e versione e utilizzo. Il resto della squadra è tutto torinese: l’alluminio della Ett1 e la Movim per la distribuzione e il noleggio.
“Il range di misure può soddisfare le esigenze di un 14enne quanto quelle di una famiglia di tre persone, mentre la forma a parallelepipedo è sinonimo di ergonomia e spaziosità: sulla Large abbiamo voluto ridurre l’altezza per arrivare ad un aspetto simile a quello di una Torpedo”. L’abitacolo – con due o tre posti - è volutamente essenziale, con volante a forma di cloche e plancia in cartone pressato su cui non manca la docking station per la ricarica del cellulare.
Anche la formula sharing sarà diversa dal solito: non più tariffe al minuto o al km, ma un abbonamento a breve o lungo termine sul cui costo influisce il comportamento del conducente: chi non commetterà infrazioni avrà un prezzo più basso di quanti invece non dimostreranno correttezza. In linea di massima si parla di circa 250 euro al mese.















