MOBILITA’ – Stella Vita, il primo camper a energia solare

Saranno i giovani a salvare il mondo? Servono pazienza, fortuna, impegno e fatica, ma sicuramente ci stanno provando, ognuno con ciò che sa fare meglio.

Questa volta, ad esempio, valgono gli sforzi di un gruppo composto da 22 giovanissimi studenti della “Eindhoven University of Technology”, nei Paesi Bassi, che hanno concentrato i loro studi sul mondo dei camper, in coda come tanti altri settori nell’attesa di idee sostenibili, tanto per il pianeta quanto per chi vive il piacere di viaggiare portandosi appresso un appartamento in miniatura.

Il loro contributo alla causa ha un nome di vago sapore italiano, “Stella Vita”, ma quel che conta è il progetto del prototipo di primo camper di cui si abbia notizia alimentato ad energia solare.

“Stella Vita è una casa su ruote del tutto autosufficiente – spiegano – in cui è possibile vivere e lavorare viaggiando grazie all’energia prodotta dal sole. Il camper genera energia attraverso i pannelli solari sul tetto e la utilizza per muoversi, ma anche per la doccia, la TV, la cucina e gli altri elettrodomestici presenti a bordo, compresi diversi punti di ricarica per smartphone e laptop. Significa essere liberi di andare ovunque si voglia, con la certezza di non arrecare alcun danno all’ambiente”.

Stella Viva, che può raggiungere i 120 km/h e al momento è pensato per un massimo di due persone, raccoglie l’energia sufficiente a far funzionare le dotazioni di bordo da due pannelli solari estensibili, che nei momenti di sosta possono raggiungere 17,5 metri quadri di estensione, accumulando in questo modo quanta più energia possibile. Una carica completa è sufficiente per 700 km e l’unico inconveniente, almeno per adesso, è che per raggiungere il “pieno” sono necessari fino a tre giorni di sosta, preferibilmente sotto il sole. L’impianto è comunque dotato di un sistema che oltre ai pannelli solari sempre in funzione anche durante la marcia, e sfrutta anche il movimento per ricaricare gli accumulatori.

Per provare la bontà del loro progetto, una piccola rappresentanza degli studenti autori del progetto si sono imbarcati in un viaggio che dall’Olanda li ha portati fino al sud della Spagna, riuscendo a macinare 2.000 km senza bisogno di soste di ricarica.