MOBILITA' - Monopattini, nel 2020 un incidente ogni 3 giorni
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Ben 123 incidenti, e per di più nell’anno del lockdown, sono molto più di un campanello di allarme. L’Osservatorio Asaps (Associazione Amici e Sostenitori della Polizia Stradale), ha tradotto in cifre quello che sta diventando un serio problema delle maggiori città italiane: i monopattini elettrici.

Negli ultimi 12 mesi, la media messa al caldo è di un incidente ogni tre giorni: quasi tutti finiti con grande spavento, un po’ di gesso e qualche garza, ma con un morto, quanto basta per dare un peso specifico diverso alle drammatica potenzialità di un problema che va risolto prima che sia troppo tardi. E la preoccupazione, come si accennava, cresce in proporzione a due fattori esplosivi: il primo, che si tratta di numeri espressi nel corso di un anno in cui per buona parte del tempo è stato vietato muoversi. Il secondo che statisticamente il numero di monopattini elettrici in circolazione è ancora basso, visto che solo quest’anno è arrivata l’equiparazione del Codice della Strada alle biciclette. Si parla di una cifra compresa fra 70 e 80 mila mezzi in circolazione, ma destinato a crescere grazie a bonus e incentivi, portandosi appresso l’aumento di incidenti.

Secondo l’Asaps, i 123 incidenti sarebbero addirittura di una stima parziale, visto che molti casi non sono segnalati a vigili e polizia stradale, e in più la principale causa è la caduta autonoma dovuta alla presenza di rotaie e/o buche sulle strade. Ma la seconda piazza, ovviamente, va al mancato rispetto di norme come le precedenze.

La maggior parte dei 123 incidenti del 2020 – ben 54 - è avvenuta in Lombardia, soprattutto a Milano, ma a ruota seguono Torino e Roma, altre due città dove la situazione è difficile, anche se l’unica vittima dell’anno è stato un 60enne di Budrio, nel bolognese, finito contro un’auto in una rotonda. Negli altri casi, 11 persone sono finite in ospedale in prognosi riservata, e 30 avevano meno di 18 anni.

La colpa va alla scarsa esperienza di chi li guida, spesso giovanissimi che neanche mentre sono immersi nel traffico rinunciano a smanettare con gli smartphone. “Siamo tutti d’accordo sull’utilità dei mezzi di micromobilità elettrica, che contribuiscono a limitare l’inquinamento - interviene Giordano Biserni, presidente di Asaps - ma vediamo troppi cavalcare le strade con i monopattini come se fossero in una prateria”. L’unica via d’uscita, per l’Asaps, è creare una cultura che al momento manca e deve necessariamente iniziare dal rispetto della segnaletica stradale, accompagnato dall’aumento di controlli e sanzioni. Non guasterebbe neanche pensare di introdurre una targa e l’obbligo di una copertura assicurativa e del casco. Ma forse servono più morti, prima che qualcuno decida.