
Nessuno si stupisca se tra qualche settimana, fra marzo e aprile, per la strade di Torino capiterà di incrociare dei piccoli autobus “fantasma”: senza passeggeri e più che altro senza autista. Si tratta della prima fase di test della fase di sperimentazione del progetto “Sperimentazione Italia” che prevede un servizio urbano di navette a guida autonoma, una parte necessaria per verificare il comportamento dei veicoli nel traffico e formare gli operatori che daranno assistenza. Il tutto su un percorso di 5 km nella zona degli ospedali e della Città della Salute e della Scienza, al momento senza alcuna presenza umana per motivi di sicurezza.
Se tutto va come si aspetta Gtt (Gruppo Torinese Trasporti), la società che gestisce il progetto “Show”, in cui 20 città europee hanno unito le forze per cercare nuove strade di mobilità sostenibile grazie ai finanziamenti di “Horizon 2000”, il programma europeo per l’innovazione e nato dalla collaborazione fra il Dipartimento per la trasformazione digitale, il Ministero dello Sviluppo Economico e quello dello Sviluppo e della mobilità sostenibile, a maggio scatterà la seconda fase di test, questa volta con passeggeri a bordo. Per usufruire del nuovo mezzo sarà sufficiente prenotarlo gratuitamente attraverso un’app che sarà lanciata a breve che calcolerà di raggiungere le diverse fermate negli orari in cui sono richiesti.
I veicoli utilizzati, entrati già in servizio in altre città, sono prodotti dall’azienda francese “Navya”, degli shuttle da 14 posti (11 a sedere e 3 in piedi), con livello di guida autonoma 4, ovvero che non prevede alcun apporto umano anche se a bordo sarà prevista la presenza di un operatore che possa gestire le emergenze.















