MOBILITA' - 13 luglio 2022: il primo passo per le auto a guida autonoma

Un giorno, prima di quanto si immagini, saliremo in auto dettando indirizzo e numero civico all’intelligenza artificiale che si occuperà di portarci fino a destinazione. A noi toccherà solo scegliere come impiegare il tempo: ascoltare musica, leggere, lavorare al computer, telefonare.

Anche se difficilmente le auto tradizionali spariranno, se non gradualmente nei decenni a venire, la nuova normalità sarà quella. E per la prima volta, tutto questo potrebbe essere messo nero su bianco proprio oggi, 13 luglio 2022, data in cui scadono i 18 mesi di tempo per opporsi all’art. 34 bis – che autorizza le “driverless car” – contenuto nella Convenzione di Vienna, l’accordo internazionale firmato da 35 Paesi che in qualche modo uniforma le regole dei codici della strada in tutto il mondo. Questo vuol dire che dall’indomani, se nessuno si opporrà, nelle norme potranno comparire per la prima volta le auto a guida autonoma, anche se questo implica le modifiche ai codici della strada di ogni Paese. E non solo quello.

Sia chiaro, non significa che dalla prossima settimana le strade si riempiranno di veicoli senza nessuno al posto di guida. Al momento, la guida autonoma accusa problemi di gestione e un certo grado di pericolosità, come dimostrano i numerosi incidenti accumulati negli anni. Giusto per essere chiari, la classificazione delle driverless car parte da uno per arrivare a sei: l’ultimo è il più completo e definitivo, quello in cui il volante diventa “un optional”.

Ma malgrado i grattacapi, i colossi dell’automobile non mollano e vanno avanti nella ricerca e nella sperimentazione, ben sapendo che il futuro è dietro l’angolo e chi non sarà attrezzato per accoglierlo ne pagherà le conseguenze in termine di vendite e penetrazione dei mercati. Eppure il problema non è soltanto loro: prima di pensare alle macchine che vanno da sole sarà necessario adeguare la rete stradale e autostradale con sensori, telecamere e infrarossi che permettano ai sistemi di distinguere un passante da un palo della luce, capire che il semaforo è rosso e fermarsi per dare precedenza.

Insomma, l’art. 34 bis al momento è più un memorandum per la classe politica mondiale, per ricordare che il progresso non aspetta niente e nessuno. Men che meno le prossime elezioni.