
È apparso e scomparso, lasciando il pianeta nell’amletico dubbio: è opera di qualche buontempone che gioca a nascondino, è una macchina per governare le menti dell’umanità piazzata da un reparto segreto dell’esercito americano o sono gli alieni in persona a depositare elettrodomestici fuori uso, per poi ripensarci?
Qualcosa, nella nuvola di fumo che circonda il caso del monolite dello Utah, che dopo i terrapiattisti e i negazionisti ha messo in moto la fantasia di chi ama i complotti, inizia a vedersi, e più che gli alieni, c’entra TikTok.
Ormai tutto il mondo sa che la scorsa settimana, l’equipaggio di un elicottero impegnato nel censimento delle Bighorn, le capre cornute delle Montagne Rocciose è sceso a terra, attirato da uno strano riflesso che proveniva da un piccolo canyon. Si trovano di fronte ad una struttura rivettata in acciaio alta tre metri, del tutto simile ai simboli di 2001: Odissea nello Spazio di Kubrick. Da lì, via alle danze: sono gli alieni, no - è un artista, ma va, arriva dall’Area 51, mio cugino conosce un fabbro che per trenta euro te lo rifà uguale. E giù ipotesi, congetture, paure.
I ranger non rivelano il luogo esatto nella speranza di complicare la vita ai curiosi, ma è una pia illusione: meno di 48 ore dopo, frotte di amici in gita si fotografano di fronte al monolite, facendo la fila per rispettare i turni di arrivo.
Passa un’altra notte e il monolite, così com’era arrivato, scompare, lasciando tutti nella convinzione di aver fatto incacchiare gli alieni. Come sia arrivato, come se ne sia andato, e soprattutto chi si è preso la briga di fare tutto, sembrano domande destinate a restare senza risposta. Ma spunta una teoria, anzi, una testimonianza che almeno riporta la questione sulla Terra, senza coinvolgere visitatori di altri mondi.
Il fotografo naturalista del Colorado Ross Bernards ha confidato di aver assistito al momento in cui il monolite è stato rimosso, e diciamolo subito: sono state quattro persone, e senza tute spaziali. Bernards, che ha una vasta esperienza nell’escursionismo e nell’esplorazione nei deserti, era uno dei tanti che si è messo in viaggio per scattare foto del monolite diventato famoso in tutto il mondo. Venerdì scorso, dopo averne determinato la posizione esatta, parte con un gruppo di amici curiosi come lui. Il gruppo scatta foto per circa un’ora, poi sentono il suono di un veicolo in avvicinamento e voci di persone. “Erano in quattro, e hanno iniziato a smuovere il monolite spingendolo: ci sono volute tre o quattro grosse spinte per fare in modo che quella cosa saltasse fuori dal terreno e si flettesse su un fianco”.
Appena sono riusciti a sganciare l’intera struttura, il monolite è caduto a terra accompagnato da un forte botto. Uno di loro ha commentato ad alta voce “non si lascia spazzatura nel deserto”. Subito dopo, il gruppo ha caricato i pezzi del monolite su una carriola facendo attenzione di “non lasciare tracce”.
Bernards e i suoi amici non hanno impedito al gruppo di rimuovere il monolito perché d’accordo sull’idea di eliminare un’attrazione verso una zona che può essere assai pericolosa per chi non è preparato. “Era una cosa bella da vedere, ma doveva andarsene: Madre Natura è l’unica artista autorizzata a occuparsi delle le aree selvagge del pianeta, e dobbiamo lasciare che sia lei a dirigere tutto”.
Uno del gruppo che ha rimosso il monolite ha annunciato in un post sui social che lui e un team erano i responsabili della scomparsa, avvenuta intorno alle 20:30 del 27 novembre. Sylvan Christensen, un TikToker con quasi 30 mila follower, ha postato un video del monolito legato a una carriola e portato via: il post è stato visto quasi 200mila volte. “Non abbandonate la vostra roba su un terreno pubblico se non volete che sia tolta”, ha scritto Christensen accompagnato dall’hashtag #LeaveNoTrace.
“Abbiamo rimosso il Monolite dello Utah con l’obiettivo di difendere i terreni pubblici, la fauna selvatica, le piante autoctone e le fonti d’acqua dolce dall’impatto umano - ha detto il gruppo in una dichiarazione inviata via email alla CNN - il mistero era solo frutto di un’infatuazione, e rischiare di perdere il controllo e la bellezza di una zona incontaminata non ha prezzo”.
Ma prima di sentirsi un po’ più soli, è giusto sapere che nelle scorse ore, un monolite simile a quello del deserto dello Utah, è comparso sulla collina di Batca Doamnei, a poca distanza da Piatra Neamt, in Romania. Ancora una volta, nessuno sa chi l’abbia piazzato e perché, ma soprattutto resta in aria un altro dilemma: quanta gente c’è in giro che non ha niente di meglio da fare?











