
A quasi 110 anni dal naufragio più celebre della storia, il Titanic continua ad essere una fonte inesauribile di misteri. L’ultimo in ordine di tempo è un messaggio in bottiglia che potrebbe essere stata lanciata in mare da uno dei ponti dell’enorme transatlantico il 13 aprile 1912, due giorni prima della tragedia costata la vita a 1.500 passeggeri. Il messaggio è firmato da Mathilde Lefebvre, 12 anni, che viaggiava in terza classe insieme alla madre e i tre fratelli, nessuno dei quali è mai stato ritrovato: “Sto lanciando questa bottiglia in mare, nell’Atlantico. Arriveremo a New York tra pochi giorni. Se qualcuno lo trova, avvisi la famiglia Lefebvre di Liévin”.
Diversi esperti e scienziati stanno analizzando il messaggio in bottiglia, rinvenuto nel giugno del 2017 da Nacera Bellila ed El Hadi Cherfouh sulla spiaggia dell’Hopewell Rocks Provincial Park, nel New Brunswick, in Canada, e secondo i primi rilievi potrebbe essere autentico. La conferma arriva da Maxime Gohier, storico di fama, e Nicolas Beaudry, esperto in storia dell’Université du Quebec. “Stiamo considerando una serie di interessanti possibilità: il messaggio potrebbe essere stato scritto dalla piccola Mathilde a bordo del Titanic, per conto suo o di qualcun altro. Ma potrebbe anche essere una bufala ben architettata. Al momento, possiamo solo confermare che i segni della muffa e la composizione chimica del vetro sono coerenti con le tecnologie utilizzate nella produzione di questo tipo di bottiglia all’inizio del XX secolo. Anche il tappo di sughero e il pezzo di carta infilato hanno prodotto risultati coerenti con la data indicata sulla lettera, che non è stata esaminata al radiocarbonio poiché trattasi di un metodo distruttivo. In realtà, sappiamo che non è impossibile procurarsi della vecchia carta, magari strappando una pagina da un vecchio libro, così come vecchie bottiglie e tappi di sughero d’epoca non sono affatto rari”.
Qualche perplessità, al contrario, è stata la ricostruzione al computer del possibile viaggio della bottiglia: “Una simulazione che tiene conto di maree e correnti ha mostrato che la maggior parte delle bottiglie lanciate nel Nord Atlantico seguono la corrente del golfo fino ad arrivare sulle coste europee. Ma è anche vero che alcune potrebbero seguire un percorso diverso. Anche se non completamente impossibile, rimane assai improbabile: ulteriori analisi sulle correnti atlantiche cercheranno di stabilire il margine di probabilità. Che la lettera sia stata scritta o meno da Mathilde, sia che si tratti di una bufala vecchia o recente, è un pezzo affascinante di storia: il commovente ricordo del destino di una ragazzina, della sua famiglia e dei milioni di migranti che hanno attraversato l’Atlantico nell’epoca delle grandi navi a vapore. Ed è ovviamente una prova interessante del fascino che ancora esercita su tutti una delle più note tragedie del XX secolo”.
Secondo i registri e la documentazione dell’epoca, dopo il naufragio un certo Franck Lefebvre si sarebbe rivolto alla Croce Rossa in cerca di notizie, permettendo però alle autorità di capire che era entrato negli Stati Uniti illegalmente. Insieme ai suoi figli, Lefebvre fu deportato in Francia nell’agosto del 1912: è morto nel 1948, a 77 anni, ad Haillcourt, a pochi km da Liévin.








