
Vincent Van Gogh dipinse Il Ritratto del dottor Gachet nel 1890: era uno psichiatra conosciuto attraverso il fratello Theo, e l’opera racchiude tutta la tristezza che accomunava i due uomini, entrambi disillusi e stanchi di vivere. Il primo per i demoni che torturavano la sua mente, il secondo per la perdita della figlia. Si ritiene invece che Paul Cézanne abbia dipinto Veduta di Auvers-sur-Oise fra il 1879 e l’anno successivo: è un olio su tela che raffigura un paesaggio ordinato sotto un cielo azzurro, ed è considerato un momento fondamentale di passaggio nello stile del pittore di Aix-en-Provence verso il post-impressionismo.
Sono due capolavori assoluti, entrambi dal valore inestimabile e accomunati dallo stesso destino: sono scomparsi anni fa, e non se ne sa più nulla. Il dipinto di van Gogh e quelli di Cézanne fanno parte di Missing Masterpiece, una sorta di pinacoteca che raccoglie 12 capolavori della storia dell’arte rubati o forse andati perduti, ma comunque sottratti all’umanità intera. A volere il progetto è stato il dottor Noah Charney, critico, scrittore, professore di storia dell’arte e fondatore della Association for Research into Crimes Against Art, che ha trovato la collaborazione del colosso sudcoreano Samsung. Attraverso lo schermo dei televisori della linea “The Frame”, i capolavori scorrono uno dopo l’altro trasformando il tv in un quadro che cambia soggetto: non è un’operazione di marketing, ma la speranza che mostrarli a quanta più gente sia possibile contribuisca a ritrovarli o a fornire informazioni utili, da condividere scrivendo alla email missingmasterpieces@artcrimeresearch.org.
Ogni anno, assicura il professor Charney, vengono rubate decine di opere d’arte per milioni di euro, e secondo l’FBI solo il 10% viene ritrovato: quasi sempre seguendo quello che sembra solo un pettegolezzo o una voce. Sono un esempio Giuditta e Oloferne, olio su tela di Caravaggio del 1597 ritrovato in una polverosa soffitta di Tolosa, esattamente come la collezione di Alexander Calder e Willem de Kooning, rinvenuta nel corso di quest’estate in un vecchio magazzino di un ospedale di New York.
I CAPOLAVORI SCOMPARSI
Il pittore sulla strada di Tarascona (1888) – Vincent Van Gogh
Ultimo avvistamento: Germania, 1943
È probabilmente un autoritratto del grande pittore olandese dipinto intorno al 1888, durante il soggiorno ad Arles. È forse l’opera di Van Gogh che si ritiene sia più difficile recuperare: era custodita nel museo “Kaiser-Friedrich” di Magdeburgo, città tedesca duramente colpita dai bombardamenti alleati.
Il ponte di Charing Cross – Il ponte di Waterloo (1899 -1904)
Claude Monet
Ultimo avvistamento: Inghilterra, Romania, Paesi Bassi
Entrambe le opere appartengono ad un ciclo articolato in 40 dipinti a olio e 25 a pastello, realizzati a Londra dal grande pittore impressionista francese verso la fine dell’Ottocento. Come per altre opere, Monet aveva scelto di ritrarre i ponti londinesi durante le diverse ore del giorno per coglierne le ombre e la nebbia che li copriva parzialmente. I due dipinti facevano parte del clamoroso furto avvenuto nell’ottobre del 2012 al museo “Kunsthal” di Rotterdam. La madre di uno dei uomini arrestati per il furto, ha dichiarato di aver bruciato i dipinti nella stufa per eliminare le prove.
Vista di Auviers-sur-Oise (1873) – Paul Cézanne
Ultimo avvistamento: Inghilterra, 1999
È uno dei più preziosi dipinti del clamoroso furto della notte di capodanno del 1999, quando attraverso un’impalcatura i ladri riuscirono a introdursi all’interno del Museo “Ashmolean” di Oxford. Per assicurarsi di non essere visti, lanciarono un fumogeno per oscurare le videocamere di sorveglianza: il fumo fece scattare l’allarme antincendio e gli uomini di guardia, invece di intervenire, attesero l’arrivo dei pompieri, lasciando tutto il tempo alla banda di agire quasi indisturbata.
Ritratto del dottor Gachet (1890) – Vincent Van Gogh
Ultimo avvistamento: Stati Uniti, 2007
Ereditato dalla cognata dopo la morte di Vincent, il dipinto è passato indenne attraverso diversi proprietari finendo per essere acquistato nel 1990 ad un’asta da “Christie’s” dal miliardario giapponese Saito, che nel testamento espresse la volontà di essere cremato insieme ai suoi capolavori più preziosi. Per fortuna non andò così, ma l’ultima traccia del dipinto risale al 2007, quando il finanziere Wolfgang Flöttl ha dichiarato di averlo venduto per problemi finanziari, senza mai rivelare il nome dell’acquirente.
Il giudizio universale (1808) – William Blake
Ultimo avvistamento: Inghilterra, 1810
La mitologia personale dell’artista inglese raggiunge l’apice in quest’opera dalle dimensioni enormi, ispirata dal “Giudizio Universale” di Michelangelo, in cui i morti vengono giudicati e inviati all’Inferno o in Paradiso. Avrebbe dovuto fare parte di una personale che fu cancellata all’ultimo istante, e da allora se ne è persa ogni traccia.
Estate (1644) – David Teniers detto “Il Giovane”
Ultimo avvistamento: Portogallo, 1974
Il dipinto dell’artista fiammingo celebre per le scene che ritraggono taverne, fa parte del ciclo “Allegorie delle Quattro Stagioni”: quattro opere allegoriche che ritraggono scene bucoliche, come nel caso dei contadini che raccolgono il grano sotto il sole. L’opera fu dipinta in diverse versioni, ed una di queste è stata rubata dal “Museu Nacional de Arte Antiga” di Lisbona alla metà degli anni Settanta.
Paesaggio (1917) - József Lampérth Nemes
Ultimo avvistamento: Ungheria
Insieme ad un’altra opera apparteneva ad una collezione privata, ma conservata nei magazzini del “Modem Center for Modern and Contemporary Art” di Debrecen, in Ungheria.
Giardino della canonica a Nuenen in primavera (1884) - Vincent Van Gogh
Ultimo avvistamento: Paesi Bassi, 2020
Primo quadro a olio del pittore olandese e ultimo quadro in ordine di tempo a sparire: è stato rubato il 30 marzo di quest’anno dal “Singer Laren”, dov’era ospitato per i lavori di ristrutturazione del “Gronginger Museum”, che lo custodiva dal 1962.
Chloe & Emma - Barbora Kyslikova
Ultimo avvistamento: Norvegia
Dopo il trasferimento a Oslo, l’artista ceca ha subito decine di furti delle sue opere esposte alla “Galleria Nobel”. Una vicenda raccontata nel documentario “The Painter and the Thief”, presentato al Sundance Film Festival di quest’anno, che racconta una vicenda alquanto strana in cui ladro e artista finiscono per fare amicizia.
Anatra Bianca – Jean Baptiste Oudry
Ultimo avvistamento: Inghilterra, 1992
Pittore, incisore e disegnatore di arazzi, artista alla corte di Luigi XV, Oudry era specializzato in nature morte, animali e scene di caccia. “Anatra Bianca” è riconosciuta come la sua opera più celebre, valutata 8 milioni di dollari e per questo trafugata dalla collezione privata del Marchese di Cholmondeley a Houghton Hall, nel Norfolk. Una segnalazione, poco tempo dopo, aveva indicato il luogo in cui era nascosto il dipinto nella soffitta di una casa isolata, ma non è mai stato ritrovato.
Scena mitologica con un giovane Bacco – Jacob Jordaens
Ultimo avvistamento: Polonia, 1939
L’opera del pittore, disegnatore e tappezziere fiammingo fa parte dell’immenso patrimonio artistico requisito dall’Armata Rossa durante la seconda guerra mondiale. Secondo gli esperti o fa parte ancora oggi di una collezione privata o è andato distrutto.












