
In effetti, dopo la pandemia, i cambiamenti climatici e la guerra in Ucraina, l’ultima cosa che potrebbe ancora accadere a questo pianeta è lo sbarco degli alieni. E forse per prepararsi anche a questa eventualità, per la prima volta perfino il Congresso degli Stati Uniti d’America è diventato lo scenario delle prime audizioni pubbliche mai ufficialmente dedicate ai “fenomeni aerei”.
Per essere precisi è stata una sottocommissione dell’Intelligence Committee della Camera dei Deputati di Washington a interrogare il vicedirettore dei servizi della marina militare Scott Bray e il capo dell’intelligence del Pentagono Ronald Moultrie sugli “Unitentified Flying Objects”, da cui il leggendario acronimo UFO.
Sugli schermi dell’aula sono stati proiettati diversi documenti video, molti già mostrati in pubblico e altri inediti, che mostrano oggetti sfrecciare nei cieli, quasi tutti documentati da piloti in volo a bordo dei loro caccia. Per tutti, dopo ogni tipo di verifica e analisi, non è stato possibile dare una spiegazione plausibile. Speso si tratta di frammenti di immagini riprese dalle telecamere di bordo, e mostrano oggetti che cambiano inspiegabilmente traiettoria o scompaiono dalla vista a velocità tali da essere impossibili per le tecnologia attuali. I vertici militari ammettono almeno “11 incidenti sfiorati” di caccia in volo con questi strani velivoli ma mai collisioni dirette, così nessun tentativo è stato fatto dai piloti militari di entrare in contatto o attaccarli. In alcune circostanze sono stati anche recuperati materiali di oggetti sospetti precipitati al suolo, ma il materiale raccolto non ha “nulla di inspiegabile o che non sia riconducibile a un’origine terrestre”.
Di “UAP (Unexplained Aerial Phenomena, come preferisce definirli il Pentagono), ne sono stati archiviati oltre 400, e rappresentano un mistero a cui nessuno è in grado di dare spiegazioni plausibili. Ma anche a costo di dare una delusione a chi è convinto che la vita extraterrestre esista, sia chiaro: nessuno dei presenti ha mai parlato di alieni e altri ominidi verdastri, quanto piuttosto di un timore ancora più palpabile, ovvero che si tratti di tecnologie segrete di nuova generazione nelle mani di superpotenze nemiche, di cui non si sa ancora nulla. “I fenomeni aerei non identificati rappresentano una minaccia per la sicurezza, per questo il dipartimento per la Difesa farà di tutto per investigare la loro origine”, ha commentato Ronald Moultrie, sottosegretario alla Difesa per l’intelligence e la sicurezza.
L’udienza alla sottocommissione rappresenta il secondo passo verso la trasparenza del governo americano, che da sempre preferiva bollare l’argomento con il timbro “top secret”, dopo che lo scorso anno era stato diffuso un rapporto che indicava inizialmente “solo” 143 segnalazioni raccolte dal 2004 e rimaste senza spiegazione: 21 di queste mostravano “fenomeni ignoti” che potrebbero potenzialmente mostrare capacità tecnologiche oggi sconosciute ai servizi segreti americani.
Va anche aggiunto che, secondo il parere degli esperti, è improbabile che Russia e Cina – le superpotenze rivali che nessuno nomina direttamente - posseggano tecnologie così avanzate, e questo si traduce nella necessità di nuove indagini, ancora più approfondite.
Il mistero degli UFO risale al 1947, quando il pilota di un piccolo aereo riferì di aver visto nove oggetti “simili a dischi volanti” che volavano a velocità supersonica nelle vicinanze del Monte Rainier, nello stato di Washington. Dal suo resoconto sono nati diversi articoli e inchieste giornalistiche che parlavano di “dischi volanti”, dando il via a un fenomeno che ancora oggi è avvolto nel mistero più assoluto.








