MOSTRE - Sulle strade con le Fiamme Gialle
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Un pezzo di storia italiana torna idealmente a rombare, almeno nella memoria, grazie al Mauto, il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, che accende i riflettori sui veicoli storici della Guardia di Finanza, protagonisti di una mostra temporanea che sfiora la cultura dell’automobile e la memoria collettiva.

L’esposizione, inaugurata il 6 febbraio scorso, nasce dalla collaborazione tra il Mauto e il Museo Storico del Corpo e porta nelle sale torinesi quattro mezzi che hanno accompagnato su strada decenni di attività delle Fiamme Gialle.

Non si tratta di semplici veicoli di servizio, ma strumenti di lavoro diventati col tempo testimoni di trasformazioni sociali, tecnologiche e operative, perché ogni modello racconta un diverso modo di presidiare il territorio, inseguire illeciti e garantire sicurezza, attraverso il filo conduttore di una storia fatta di strade spesso lontane dai riflettori.

A rendere ancora più significativo l’evento è arrivato il riconoscimento dell’ASI (Automotoclub Storico Italiano), che ha attribuito a tutti i mezzi esposti il Certificato di Identità e la prestigiosa “Targa Oro”. Per gli appassionati di motorismo storico equivale a una medaglia al valore: certifica che il veicolo è rimasto fedele alle sue origini, conservando componenti, finiture e caratteristiche tecniche in modo rigoroso.

Il percorso espositivo è pensato come una piccola traversata nel Novecento italiano. Si comincia dagli anni Trenta con un Fiat 508 camioncino del 1935, tra i primi veicoli acquisiti dalla Regia Guardia di Finanza, un mezzo dalle linee essenziali e la meccanica robusta.

Con un salto temporale si arriva agli anni Sessanta, rappresentati da una Gilera B 300 Extra, l’epoca in cui la motocicletta diventa alleata fondamentale per garantire rapidità, soprattutto nelle operazioni anticontrabbando.

Con gli anni Settanta entra in scena la Moto Guzzi V7, destinata in larga parte ai servizi di vigilanza e sicurezza presso obiettivi sensibili.

Infine gli anni Ottanta, rappresentati dall’Alfa Romeo 2000L, che segna un passaggio verso una comunicazione visiva più moderna dei veicoli di servizio. Scritte catarifrangenti e lampeggianti blu introducono un linguaggio oggi scontato, ma che allora contribuiva a rendere immediatamente riconoscibili le pattuglie.

Una mostra che non vuol essere soltanto un’operazione nostalgia e celebra il decimo anniversario della raccolta di veicoli storici del Museo della Guardia di Finanza, un progetto nato per salvaguardare e valorizzare la dimensione “motorizzata” della storia del Corpo. A fare da cornice all’iniziativa c’è anche un volume fotografico dedicato alle icone su ruote delle Fiamme Gialle.

I veicoli resteranno esposti fino al prossimo 31 marzo, offrendo ai visitatori l’occasione di osservare da vicino non solo modelli d’epoca, ma piccoli frammenti di storia nazionale fatti di metallo e sirene al servizio dello Stato.