INDUSTRIA – Il Piemonte piattaforma della nuova space economy
Foto 1
Foto 2

Al Grattacielo Piemonte di Torino, dove tutto è andato scena, non si è celebrato un traguardo simbolico, ma si è messa nero su bianco una strategia industriale che vede il Piemonte rafforzare la propria leadership nell’aerospazio con una combinazione di numeri, infrastrutture e una visione che guarda alle grandi sfide europee.

Da un lato la presentazione del nuovo rapporto dell’IRES Piemonte, che analizza struttura e prospettive del cluster regionale, dall’altro la sottoscrizione di una Lettera di intenti tra la Regione e il Politecnico di Torino per accelerare la riqualificazione e la rifunzionalizzazione delle aree della Città dell’Aerospazio di Torino.

Un atto che si inserisce in un percorso avviato nel 2019 con l’Accordo di Programma e proseguito con progetti come il Manufacturing Technology Center e il Centro per l’Aerospazio.

La fotografia scattata dal rapporto IRES è eloquente: nel 2022 il Piemonte concentrava il 20,2% degli addetti italiani nella fabbricazione di aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi. In sostanza, un lavoratore su cinque del comparto nazionale opera nella nostra regione. Considerando che cinque territori assorbono circa il 90% dell’occupazione complessiva del settore, il dato piemontese conferma un ruolo strutturale: le imprese stabilmente attive sono 348, con oltre 14.500 addetti impiegati nelle attività aerospaziali.

Ma l’impatto reale si misura lungo l’intera filiera: più di 35.000 occupati e un fatturato che sfiora gli 8 miliardi di euro annui quando a livello nazionale, il comparto supera i 18 miliardi di euro.

La composizione del cluster racconta un ecosistema articolato: grandi gruppi industriali capaci di guidare programmi complessi, aziende intermedie altamente specializzate e una costellazione di piccole e medie imprese ad altissima intensità tecnologica. Una filiera che dialoga costantemente con università e centri di ricerca, alimentando innovazione e trasferimento tecnologico.

L’aerospazio è uno dei pochi settori industriali in cui la spesa in ricerca e sviluppo si avvicina al 10% del fatturato. Un indicatore che fotografa la natura fortemente knowledge-intensive del comparto e spiega perché la Regione lo abbia inserito tra i Sistemi Prioritari dell’Innovazione nella Strategia di Specializzazione Intelligente 2021-2027.

Le competenze presenti in Piemonte coprono l’intero spettro della filiera: aeronautica militare e sistemi avanzati, motoristica e propulsione, integrazione di sistemi complessi, progettazione e produzione di satelliti e moduli orbitali, fino alle applicazioni legate alla space economy.

Un primato distingue il territorio: è l’unico distretto nazionale con capacità integrata di progettazione, costruzione e certificazione di sistemi aeronautici e spaziali complessi, inclusa la componente propulsiva.

In pratica non si producono soltanto componenti, ma come governare l’intero ciclo di vita di piattaforme ad alta complessità tecnologica, una capacità che consente al Piemonte di presidiare programmi internazionali e di collocarsi nelle principali roadmap europee.

La Lettera di intenti firmata tra Regione e Politecnico crea i contorni ad una cornice operativa per esplorare nuove azioni di valorizzazione di aree e fabbricati, ampliando le infrastrutture dedicate a ricerca applicata, formazione avanzata e servizi alle imprese.

La Città dell’Aerospazio non è solo un insediamento produttivo, ma un laboratorio di integrazione tra industria, accademia e finanza. Il progetto prevede il completamento e l’estensione degli interventi nell’area di Corso Marche, con nuovi spazi destinati ad accogliere l’ecosistema industriale, con un’attenzione particolare alle PMI. L’obiettivo è rafforzare la capacità di attrarre investimenti e talenti, offrendo ambienti in cui sperimentazione, prototipazione e sviluppo possano convivere.

All’incontro hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, del sistema della ricerca e dei principali gruppi industriali. Tra questi “Leonardo”, partner strategico del polo, e “Principia”, soggetto gestore del fondo immobiliare che sostiene lo sviluppo della “Città dell’Aerospazio”. Una convergenza che rafforza la dimensione pubblico-privata del progetto e ne consolida la sostenibilità nel medio-lungo periodo.

Ma la partita non si gioca solo sul piano produttivo: l’aerospazio piemontese è anche un volano per l’occupazione qualificata, la formazione di nuove competenze STEM e la crescita di un indotto ad alto valore aggiunto, e ogni investimento in questo settore produce effetti moltiplicatori sull’intero territorio regionale.