
L’iPhone 14 Pro, ultimo nato nella lunga dinastia di smartphone “Apple”, costa poco meno di 1.500. Ma in fondo è la spesa minore, perché il pezzo – anzi, prezzo – forte arriva con il “Rolex Daytona”, più o meno 31mila euro a meno di non ricorrere all’usato, dove è possibile risparmiare un po’, scendendo a 27.500.
Il problema – o meglio, la particolarità – è che i due oggetti in questo caso non possono essere separati, viaggiano a braccetto, sono uno parte dell’altro, arrivando i questo modo a toccare i 135mila euro, costo che include anche il raffinato lavoro di innesto di un Rolex nel case di un iPhone.
Un ibrido ispirato alla “Blue Bird”, la straordinaria “Darracq” dipinta di blu con cui il leggendario pilota Malcom Campbell ha conquistato la vittoria a Brooklands.
Ben poco c’è da raccontare tanto sull’iPhone 14 quanto sul Rolex Daytona, il primo massima espressione del know-how del colosso di Cupertino, il secondo cronografo lanciato nel 1963 e da allora inamovibile strumento per gli appassionati di auto e velocità. Perché oltre ad essere uno parte dell’altro, gli orafi della Caviar hanno pensato fosse simpatico una spruzzata di oro a 18 carati e qualche diamantino, tanto per rendere ancora più esclusivo il ninnolo, la cui scocca è rinforzata da uno strato di titanio rivestito con pvd.
Il resto, come detto, è una straordinaria operazione artigianale di innesto per cui i maestri orafi della Caviar certificano di aver utilizzato rigorosamente i meccanismi originali Rolex. A proposito: ne saranno prodotti solo tre esemplari, quindi conviene affrettarsi.
Si tratta del più recente gadget extra lusso realizzato dalla “Caviar Royal Gift”, azienda che non a caso ha la sede principale a Dubai e succursali a Trinidad e Tobago, in Canada, negli Stati Uniti, in Corea del Sud, in India e in Cina. Luoghi dove è più semplice intercettare chi può permettersi certi capricci. L’azienda nasce nel 2011 e balza subito all’attenzione mondiale per l’interpretazione del primo smartphone Apple trasformato in oggetto di alta gioielleria, seguito poco dopo da una versione di PlayStation 5 della Sony rivestita con 8 fogli in oro puro e realizzata in soli 9 esemplari, tutti finiti in qualche reggia sperduta fra i pozzi di petrolio dei deserti arabi.
Oggi, la gamma “smart luxury” di articoli spazia a piene mani fra marchi come Samsung, Sony, Nike, Huawei e Philip Morris, tanto per dimostrare uno dei mantra dell’azienda: possiamo trasformare e rendere prezioso qualsiasi oggetto, dalle scarpe alle consolle per i videogiochi. Particolare successo, in questi anni, hanno avuto le cuffie wireless in diamante e le sneakers che racchiudevano polvere di Luna e di Marte. Fra la clientela della Caviar, manco a dirlo, celebrità di ogni tipo: atleti, attori, registi, imprenditori, sultani, emiri e quant’altro.












