LUXURY – Un angolo di California che parla piemontese

Fra Aglié, provincia di Torino, e Yountville, California, in linea d’aria ci sono 9.454 km e un oceano. La strada che Giovanni e Lucia Bardessono hanno fatto nei primi del Novecento, quando dicono addio al celebre Castello Ducale dei Savoia per sbarcare in Canada nella Columbia Britannica, dove diventano John e Lucy ma soprattutto iniziano da zero. Lui nelle miniere insieme a Martin, il cognato, e lei ad occuparsi di campi, figli e casa, con l’idea di fare un po’ di soldi e tornare a casa, comprare un pezzo di terra e vivere. Non va così: l’Italia anche se mancano da qualche anno è ancora arretrata e di lavoro non ce n’è, neanche allora.

Con i pochi soldi rimasti decidono di attraversare ancora una volta l’oceano, e ancora una volta seguono Martin, che nel frattempo si è trasferito a Berkeley, in California, Stato pronto a diventare uno dei più promettenti di tutta l’America. Gli racconta di una zona a nord della San Francisco Bay Area che sembra una fetta di Piemonte: c’è terra buona, sole in abbondanza e tutto quel che piantano cresce da dio. Parlava di quella che qualche decennio dopo sarebbe diventata la Napa Valley, e da lì una delle capitali mondiali del vino e una meta esclusiva del turismo.

Per 14mila dollari comprano un appezzamento di terreno a Yountville in cui coltivano uva, prugne e noci, e gli affari iniziano ad andar bene, tanto da superare quasi indenni la Grande Depressione del 1929. Hanno 7 figli, Steve, l’ultimo nasce nel 1933, e tutto sembra scivolare via liscio, come i Bardessono l’avevano sognato. Ma l’anno successivo John muore e Lucy deve rimboccarsi le maniche ancora di più per mantenere la famiglia numerosa: crescendo, qualcuno va per la sua strada, ma tre di loro, Peter, Mary e Steve, decidono di restare e portare avanti ciò che avevano iniziato papà John e zio Martin, nel frattempo morto anche lui. La loro frutta finisce nella cantine della Napa, affiancata dagli anni Ottanta dal primo vino marchiato “Bardessono”, un Sauvignon Blanc e Semillon.

Tutto questo per arrivare al presente, al “Bardessono Hotel & Spa”, fra i più esclusivi resort della Napa Valley, uno dei 14 di tutti gli Stati Uniti e 82 nel mondo certificati con il “Leed Platinum”. Una struttura con tre ville private e 62 fra camere e suite costruite in pietra e dotate di giardino zen e spa private, che nel corpo centrale custodisce ancora l’antica cantina dove i Bardessono conservavano le loro provviste. Immaginato come uno stile di vita più che un semplice resort, il Bardessono si è affidato ad un architetto designer che ha coinvolto artigiani costretti a rispettare le rigide regole del rispetto ambientale volute dalla famiglia: legno di recupero e acciaio riciclato, e un sistema geotermico sotterraneo formato da 82 pozzi che riscaldano e raffreddano le camere e la spa, e tetti dotati di collettori fotovoltaici.

Oltre i clienti che partono dalle metropoli americane per scattare la spina al Bardessono durante i weekend, sono sempre di più coloro che scelgono di restare per mesi in quelli che vengono definiti soggiorni “Deep green”, impreziositi dal ristorante “Lucy” che utilizza solo ingredienti freschi della fattoria.

Gli eredi dei Bardessono ci sono ancora, vivono nelle vicinanze, ma nel 2015 hanno preferito vendere alla “Remington Hotels” affidando il resort a professionisti.