L'INTERVISTA - Alex Zanardi: «E' il momento giusto per costruire una vita migliore»
Foto 1
Foto 2

di Germano Longo

Il suo ottimismo è leggendario: senza quello, Alex Zanardi non sarebbe qui da tempo. Non solo ha superato le enormi prove a cui la vita lo ha sottoposto, ma è riuscito anche a farle proprie e andare oltre. Il famoso tunnel buio che il destino si diverte ad assegnare, ma da cui solo qualcuno quando ne esce l’ha imparato a memoria, un metro dopo l’altro. Un atteggiamento positivo che continua ad ispirare migliaia di persone in tutto il mondo, anche in momenti di crisi come quello attuale.

Geograficamente sei al centro della crisi italiana del coronavirus: come state tu e la tua famiglia?

“Per fortuna bene. Ovviamente sentiamo le conseguenze di ciò che sta accadendo, ma i nostri pensieri e le nostre preghiere vanno a tutte le persone e le famiglie che combattono il virus molto più direttamente, in tutti gli ospedali, con il personale sanitario in prima linea. Riteniamo di essere molto fortunati: abbiamo una casa, ho tutte le mie attrezzature per l’allenamento e siamo in buona salute, quindi non stiamo soffrendo più di quanto sia ragionevole”.

Ci racconti le tue giornate in questo periodo?

“Come qualcuno che ha ancora molti obiettivi sportivi di fronte a sé, posso concentrarmi molto di più sul mio allenamento. Non avrei mai desiderato che accadesse qualcosa del genere, ma basta guardare ogni evento della vita con attenzione: non tutto è sempre negativo, come non tutto è sempre positivo. Per me un lato positivo è che il telefono non squilla molto, che nessuno mi sta chiedendo di andare da nessuna parte, quindi ho molto più tempo per valutare le mie priorità. Mi sveglio alla mattina e dico: okay, questo è il momento della giornata in cui mi allenerò. Quindi pianifico la giornata attorno ai miei programmi sportivi, ma ovviamente sto anche lavorando molto con il computer: rimango connesso, ricevo e invio e-mail, preparo materiali. Fino a poco tempo fa, tutti i preparativi riguardavano anche l’obiettivo più importante dell’anno, Tokyo. Ma sono costretto a riconsiderare tutto, e per carattere so che non mi sarà difficile trovare un nuovo obiettivo da inseguire”.

Ma fra i tuoi obiettivi resta comunque Tokyo 2021?

“Beh, dal punto di vista sportivo alla mia età ogni anno è come un anno per i cani, ne vale sette. Se è stato quasi un miracolo puntare ad andare a Tokyo con l’approssimarsi del mio 54° compleanno, sarà ancora più difficile farlo tra un anno, quando mi avvicinerò ai 55. Sicuramente, per quanto riguarda le mie intenzioni, potrei anche esserci, e il tempo a volte sa trasformare le intenzioni in azioni, vedremo”.

Tornando all’attualità: è una sfida affrontare l’isolamento?

“Ho totale fiducia negli scienziati che stanno studiando il problema e tutti dobbiamo dare loro credito aiutandoli nel miglior modo possibile, che ora consiste semplicemente nel rimanere a casa, cercando di evitare di diffondere il virus. Apprendiamo in queste ore che il numero di persone infette è probabilmente dieci volte superiore a quello che credevamo solo pochi giorni fa, e questo perché non abbiamo testato la popolazione totale e ci sono molte persone probabilmente infettate senza saperlo perché asintomatiche. Questo ovviamente crea molte preoccupazioni e l’unico modo per evitare conseguenze negative è assicurarsi che tutti rimangano a casa. D’altra parte, nella maggior parte dei casi, abbiamo risorse all’interno del nostro corpo per combattere il virus e vincere questa battaglia come facciamo con altre infezioni virali. Quindi dobbiamo aspettare, fidarci di chi in questo momento sta combattendo la malattia in trincea e obbedire alle regole che ogni governo sta inviando alla popolazione: è molto semplice”.

Sei stato un combattente per tutta la vita, soprattutto dopo l’incidente, e oggi sei fonte d’ispirazione per molte persone: c’è qualcosa che vuoi dire agli italiani e al resto del mondo?

“Prima di tutto devo dire che l’aver dovuto combattere alcune situazioni difficili non significa che mi piaccia questo tipo di lotta. Come tutti, preferirei evitare accuratamente i problemi. Ma di sicuro, ogni volta che superi un ostacolo sistemato dalla vita sviluppi nuovi strumenti e una volta che l’esperienza è alle tue spalle, la forza e la determinazione acquisite restano come un bagaglio e aiutano a superare altri problemi che inevitabilmente sarà necessario affrontare durante il viaggio della vita. Posso dire che le persone mi sembrano già diverse, che stanno riscoprendo il senso della comunità, delle amicizie, del bisogno reciproco per completarsi: non siamo nulla se non possiamo esprimere le nostre emozioni. Quindi non dipende molto da persone come me inviare un messaggio particolare, perché la vera speranza è che le persone investano più tempo ad ascoltare, appoggiandosi al prossimo e permettendo agli altri di avvicinarsi. Questo è quello che ci rende umani, ed è anche l’unico aspetto positivo di ciò che sta accadendo. Dobbiamo essere certi che questa esperienza si trasformi in una lezione fondamentale per riuscire a vivere meglio”.

Un atteggiamento positivo come il tuo aiuta?

“È difficile per me dirlo perché, come ho detto all’inizio, so di essere una persona fortunata, che ha il privilegio di avere una casa, con addirittura una casetta in legno in giardino dove tengo tutta l’attrezzatura per allenarmi, sono circondato da una grande famiglia sana, stiamo guardando molti film, ho molte cose da fare. Quindi il disagio che sto vivendo in questi giorni è molto, molto piccolo rispetto a quello che stanno vivendo altri. Ma allo stesso tempo, posso dire che il punto comune con quel che sta accadendo in questi giorni e ciò che mi è successo in un altro periodo della mia vita, è l’innata capacità di trovare gli aspetti positivi che si possono trovare in tutto. E questo è ciò che mi ha portato a trasformare quel che mi era successo in una grande opportunità: quando ho perso le gambe, anche prima di scoprire dove cercare e cosa trovare, ero molto fiducioso, sapevo che avrei trovato qualcosa di positivo. Con tutto quello che ho fatto nella mia vita, immagino di aver dimostrato che quel concetto è sempre vero. Quindi in questo momento posso dire che l’aspetto positivo è che si tratta di giorni molto rallentati, e considerando la vita frenetica come quella in cui vivo normalmente, ora mi godo la tranquillità. Ma sono sicuro che ci sono aspetti molto migliori che, se siamo abbastanza curiosi, possiamo cogliere, mantenere o usare come punto di partenza per costruire una vita migliore. La cosa importante in questo momento è non farsi prendere dal panico, l’importante è agire come una comunità e seguire le istruzioni che stiamo ricevendo. Se davvero il problema più grande è che dobbiamo rimanere a casa per un altro mese, altri due mesi, impareremo a superarlo. Prima o poi il sole sorgerà e ci sarà tempo per fare altre cose. Ma ora è importante mettersi alle spalle questo nemico nel modo giusto”.