
Le discipline sportive, sia che ci si limiti a guardarle sia che le si pratichino, regalano spettacoli ed emozioni indimenticabili. Ma non solo. Lo sport svolge anche un ruolo importante nella formazione del linguaggio quotidiano, coniando neologismi e modi di dire che diventano parte integrante della vita di tutti i giorni.
In occasione della fresca vittoria dell’Italia agli Europei di calcio e degli imminenti Giochi Olimpici di Tokyo, gli esperti di lingue di “Babbel”, la app per l’apprendimento delle lingue, hanno approfondito l’importanza del linguaggio sportivo nella vita quotidiana e l’origine delle espressioni più popolari.
“Il successo e la sconfitta fanno parte dello sport e delle competizioni tanto quanto della vita quotidiana. Inoltre, le metafore prese dal linguaggio sportivo sono spesso universali visto che gli sport e le competizioni come il calcio sono conosciuti in tutto il mondo. Usare metafore dal gergo sportivo serve quindi a descrivere gli eventi e le cose in un modo molto più interessante, sfruttando immagini precise - afferma Todd Ehresmann, esperto di linguistica di Babbel - queste però vengono colte solo a condizione che si abbia familiarità con le lingue e lo sport in questione. Se per esempio non si conosce il baseball potrebbe essere difficile capire il modo di dire “hit a home run”, ancora di più per i non madrelingua".
Non sorprende che sia il calcio, grazie anche alla sua eccezionale popolarità in Italia, lo sport ad aver coniato più modi di dire poi entrati nell’uso comune. Per citarne alcuni, “fare un autogol” è un’espressione che indica un danno che ci si procura da soli involontariamente, mentre “prendere in contropiede”, nel linguaggio comune significa prendere qualcuno alla sprovvista, e “salvarsi in corner” la soluzione dell’ultimo istante. Per finire sul classico, con la “Zona Cesarini”, una locuzione calcistica utilizzata per indicare gli ultimi minuti della partita. Per chi non lo sapesse, prende il nome dall’attaccante degli anni 30 Renato Cesarini, il quale spesso segnava nei minuti finali. L’espressione viene anche usata nel linguaggio comune per indicare, appunto, “sul filo di lana”, ovvero un avvenimento accaduto vicino alla scadenza del tempo massimo.
Ma oltre al calcio, anche altre discipline hanno regalato alla lingua di Dante espressioni poi diventati modi di dire di tutti i giorni come “gettare la spugna” (throw in the towel - in inglese), il gesto di un pugile che getta in terra l’asciugamano che equivale a una dichiarazione di resa. “Mettere alle corde”, un’altra espressione presa a prestito dal pugilato, usata per indicare una posizione che non lascia vie d’uscita. Molto usato anche “partire in quarta”, ovvero dare il via a un progetto con grande entusiasmo. Ma la quarta marcia non ha nulla a che vedere con quelle automobilistiche, come tanti credono: si tratta invece di una posizione della scherma molto offensiva, con la quale si può sferrare un attacco veloce e decisivo.
Nei paesi anglofoni le espressioni di uso comune che provengono dal mondo dello sport sono ancora più frequenti. “Hit below the belt”,letteralmente “colpire qualcuno sotto la cintura”, utilizzato per commentare un’azione che mira a ferire. L’espressione deriva dalpugilato, sport nel quale non è permesso colpire un avversario sotto la cintura. “The ball is in your court”, in italiano “la palla è nel tuo campo”, è un’espressione molto usata che nasce dal tennis. Significa che è il turno di qualcuno di agire e fare la prossima mossa. Il “front runner”, è l'atleta che è in testa durante una gara di atletica ed è quindi il favorito, e nell’uso quotidiano un front runner è la persona che ha più probabilità di ottenere o vincere qualcosa. “Raise the bar”, traducibile in italiano in “alzare l’asticella”, deriva dalle competizioni di salto in alto e significa aumentare gli standard e le aspettative.
L’utilizzo di modi di dire tratti dal campo lessicale dello sport differisce molto in base alla popolarità delle singole discipline. Per esempio negli Stati Uniti molti modi di dire vengono attinti dal gergo tecnico del baseball. Tra questi uno dei più noti è “take a rain check” che significa posticipare un evento o impegno, o ancora l’espressione “hit a home run”, utilizzata per parlare di qualcuno che ha successo, “touch base”(parlare con qualcuno per essere aggiornati su qualcosa), “ballpark figure” (una stima approssimativa) e “throw somebody a curveball”, ovvero sorprendere qualcuno in modo negativo.








