SHOPPING - I carrelli che seguono i clienti? Stanno arrivando

Se forni, frigoriferi, lavastoviglie e automobili stanno diventano sempre più intelligenti, non potevamo aspettarci che il carello della spesa restasse per sempre una grossa e traballante banalità di plastica su ruote.

A tentare di mettere rimedio all’ingiustizia dello shopping ci ha pensato “Lidl”, il colosso tedesco dei supermercati discount, che nei Paesi Bassi sta testando gli “E-Mand Smart Cart”, dei carrelli della spesa dotati di I.A. che, attraverso un’immancabile app, seguono i clienti come dei cagnolini. È sufficiente attivare il carrello attraverso il codice personale temporaneo assegnato dall’applicazione, per assicurarsi un “maggiordomo” silenzioso e fedele per tutto il tempo della spesa che al termine si rimette a posto da solo.

Dotati di un sistema di sensori avanzati, i carrelli intelligenti non si staccano dal cliente a cui sono assegnati, evitando di intralciare gli altri clienti, i “colleghi” robotizzati, gli espositori, le pile di prodotti e gli scaffali. L’obiettivo è permettere “l’esperienza di acquisto” più fluida e libera, con entrambe le mani a disposizione e nulla da portarsi appresso. Una soluzione che in realtà può essere di grande aiuto a persone anziane, disabili o famiglie con bimbi piccoli, guardata con sospetto da chi teme sia in realtà una scusa per fare a meno di lavoratori in carne e ossa.

Ma attenzione, perché il colosso Lidl non è il solo a testare la nuova frontiera dei supermercati del futuro: altri marchi della grande distribuzione, soprattutto all’estero, hanno in corso o stanno per varare test di carrelli e cestini della spesa dotati di sensori e in grado di calcolare tutto ciò che viene inserito, per arrivare alla cassa con il conto già fatto.

In Israele, ad esempio, la startup “Shopic” ha presentato un dispositivo che si applica ai carrelli esistenti senza bisogno di sostituirli.

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