
Avere come bigliettino da visita 56.830 km percorsi in tutto il mondo in sella alla sua bici, 3 Guinness World Record e 91 Paesi visitati non basta a spiegare tutti le pieghe dell’anima di Paola Gianotti. Eporediese classe 1981, ciclista endurance, coach e speaker motivazionale e scrittrice coinvolta in diversi progetti di beneficienza. Nel 2013 diventa la donna più veloce ad aver fatto il giro del mondo in bici, due anni dopo è l’unica donna a partecipare alla Redbull Transiberian Extreme, la gara di ultracycling più dura al mondo. Nel 2016 diventa la donna più veloce ad aver pedalato per 48 Stati americani, raccogliendo fondi per donare biciclette alle donne ugandesi in collaborazione con l’Associazione Africa Mission Cooperazione e Sviluppo. Nello stesso anno pedala da Milano a Oslo per candidare la bici al Nobel per la Pace, come testimonial ufficiale della campagna Bike the Nobel promossa dalla trasmissione radiofonica di Rai Radio 2 “Caterpillar”. Nel 2017 è la prima donna ad attraversare il Giappone in bicicletta, raccogliendo fondi per costruire un’officina meccanica in Uganda: l’anno successivo è tedofora alle olimpiadi invernali di Pyongchang e completa le tappe del Giro d’Italia maschile un giorno prima dei professionisti, come testimonial della campagna sulla sicurezza stradale Io rispetto il ciclista, ideata da lei stessa e Marco Cavorso. L’iniziativa, che prende il nome di “Giro di Paola”, viene ripetuta anche nel 2019 portando all’introduzione di una proposta di legge per il sorpasso dei ciclisti a un minimo di un metro e mezzo di distanza. Nel 2020 pedala in casa durante il lockdown per donare mascherine agli ospedali di Torino e Ivrea e fa il Giro del Piemonte per valorizzare il territorio e installare cartelli stradali che invitano al rispetto del ciclista, replicato poche settimane fa in Toscana.
“Pedalo sugli ultimi infiniti tornanti, che affronto ormai solo con la forza dell’entusiasmo. Quell’entusiasmo che mi accompagna fin da bambina. Che fa parte di me e della mia vita. Che contagia anche gli altri. Quell’entusiasmo che ancora una volta mi ha dimostrato che ogni obiettivo è raggiungibile. Quando sei in fuga controvento, è facile che il vento ti assordi. Ma ti basta fermarti un attimo, per sentire tutto più chiaramente”.
Realizzare i propri sogni, per quanto grandi, è possibile. Bisogna solo crederci ed essere pronti a lottare. Dopo aver capito di stare percorrendo una strada che non era la sua, Paola Gianotti ha detto basta e con passione, sacrificio e determinazione è riuscita a cambiare la propria vita. Si è messa in testa di sfidare il mondo in bicicletta, per portare avanti i suoi valori e il suo credo, finalmente protagonista vera della “Sua” storia, da scrivere rigorosamente con l’iniziale maiuscola.
Già autrice di Sognando l’infinito. Come ho fatto il giro del mondo in bicicletta (edito per la prima volta nel settembre 2015 da Piemme e ripubblicato lo scorso agosto da Bradipolibri), Paola Gianotti ha appena dato alle stampe il suo secondo libro, In fuga controvento (Pedalando sulle strade del mondo alla scoperta di se stessi), in cui ripercorre tutte le imprese, sportive e non, seguito a quel giro del mondo che le ha cambiato la vita per sempre. E lo fa mettendosi a nudo, raccontando la sua trasformazione da ragazza influenzabile e poco decisa ad atleta e donna matura, consapevole delle proprie scelte ma soprattutto felice.
Una felicità che deriva in primo luogo dall’aver trovato la propria strada e dall’essere finalmente sé stessa, che è anche l’invito e l’augurio migliore che fa ai suoi lettori. Per questo, al di là dei numeri, che sono tanti e straordinari, Paola affronta tematiche a lei molto care, quali la motivazione, la resilienza, le convinzioni e il coraggio del cambiamento.











