
Inutile negarlo: lo “smart working” a cui il mondo che lavora è stato costretto durante la pandemia, ha lasciato un segno indelebile che difficilmente sarà superato senza contraccolpi. È notizia di questi giorni il sondaggio realizzato nel Regno Unito secondo cui i colletti bianchi sono poco propensi all’idea di tornare alla loro scrivania, a meno che le aziende non mettano mano al portafoglio calcolando 5.100 sterline in più in busta paga, la spesa media annua per gli spostamenti di chi abita fuori dalle grandi città, e che in smart working erano diventati un risparmio.
Ma non è solo una questione economica, un’altra – molto più sottile – riguarda la libertà e il pacchetto dei vantaggi offerti dal lavoro agile, com’è definito da queste parti: poter badare alla casa, ai bambini, agli animali e alle piante, più il privilegio di poter lavorare sul balcone in mutande, al netto delle videochat aziendali.
Roba che si fa fatica a perdere, elencata da recente un sondaggio realizzato da “Nibol”, app che mette in contatto chi offre e chi cerca uno spazio di lavoro. Il sondaggio, realizzato con domande via email mandate a circa 200 manager che utilizzano la piattaforma, chiedeva di elencare le nuove tendenze post-pandemia in ambito lavorativo.
Almeno 7 professionisti su 10 sono certi del cambio delle regole del “dress code”, l’abbigliamento da ufficio, sia destinato a perdere la sacralità della giacca e della cravatta per gli uomini e il tailleur con i tacchi per le donne a tutto vantaggio di uno stile urban casual. Il 54% gradirebbe anche poter portare il proprio animale in ufficio, il 20% spera che i viaggi di lavoro continuino ad essere sostituiti dalle più pratiche videoconferenze e il 90% ritiene che il principio delle “scrivanie da prenotare” sia un territorio ancora tutto da esplorare dalle potenzialità immense.
“Una piattaforma come Nibol permette una gestione efficiente degli spazi di lavoro, attraverso la prenotazione ‘a tempo’ della scrivania: da una parte consente all’azienda di ottimizzare i costi e gestire al meglio i diversi spazi eliminando quelli inutilizzati, dall’altra ai dipendenti di scegliere ogni giorno una postazione di lavoro sempre diversa – afferma Riccardo Suardi, fondatore di Nibol - una gestione attenta e strutturata dello spazio non solo permette alle aziende di risparmiare, ma anche di migliorare la qualità dell’ambiente di lavoro per i propri dipendenti che possono prenotare in anticipo la scrivania, ma anche la sala riunioni o il parcheggio aziendale, senza alcun tipo di stress”.








