
In un’esistenza lavorativa che è diventata una battaglia dalla prima all’ultima ora passata in queste lande, e che pretende da ognuno di noi di consacrare per intero le esistenze alla carriera, ogni tanto c’è ancora qualcuno che dice no.
È raro, rarissimo, e per questo fa notizia ma soprattutto va difeso, come l’elefante di Sumatra. Perché è la sacrosanta dimostrazione che arriva un momento in cui nella mente si fa chiara una consapevolezza: sono arrivato al punto massimo possibile, sulla cima del rollercoaster, e da lì in poi sarebbe solo una discesa, probabilmente tanto inarrestabile quanto è stata la salita. È un po’ come quegli artisti che decidono di mollare, perché andare avanti equivarrebbe a salire su palchi sempre più piccoli e meno importanti, passando dagli stadi alle sagre della salamella nel giro di una manciata di anni.
È questa, è la storia bella di Andrew Formica, manager australiano che in vita sua non si è mai risparmiato: per fare carriera nel mondo degli investimenti ha fatto le valigie trasferendosi in Gran Bretagna, dove hanno subito capito di avere davanti un talento, affamato di carriera e vorace a sufficienza per concedergli fiducia.
In trent’anni al di là della Manica ha iniziato come Ceo della “Henderson Global Investors” e co-chief executive alla “Jauns Henderson” dopo la delicata fusione con il “Janus Capital”. Dal 2019 è Ceo della “Jupiter Fund Managament”, un fondo di investimento che muove qualcosa come 68 miliardi di dollari.
Ma arrivato a 51 anni, con una moglie, quattro figli e un cane, capendo di non avere altrettanto tempo a disposizione e convinto di aver riempito il conto senza alcun bisogno di dover arrotondare, Andrew Formica ha annunciato il proprio ritiro davanti ai microfoni di “Bloomberg”, scatenando la curiosità dei famelici tabloid inglesi: se ne va per dissidi interni o perché allettato da un gruppo concorrente? Dica la verità, quanti soldi le hanno offerto? Se vuol togliersi qualche sassolino dalle scarpe questo è il momento giusto.
Andrew ha sorriso, lasciando tutti a bocca aperta: “Me ne vado perché dopo 30 anni nel Regno Unito voglio tornare in Australia e stare accanto ai miei genitori, che ormai sono anziani. E i miei piani per il futuro sono semplicissimi: stare in spiaggia e non fare niente. Mai più”. Non voleva togliersi qualche sassolino ma direttamente le scarpe, preferendo le infradito.
Una spiegazione che non è bastata ai media, secondo cui la decisione di Formica sarebbe stata decisa dall’alto dopo il fallimento della sue strategie nel disperato tentativo di contenere delle gravi le perdite aziendali, che nei primi mesi di quest’anno hanno raggiunto 1,8 miliardi di euro.
Ufficialmente, le dimissioni di Andrew Formica scatteranno dal prossimo 1° ottobre, anche se il manager ha accettato di restare all’interno della società fino alla metà del prossimo anno per garantire un passaggio di consegne sereno e ordinato con Matthew Beesley, il suo successore, promosso dal ruolo di “chief investment officer”.
Da quel momento in poi chi ha bisogno di lui potrà trovarlo in spiaggia. Anzi, per la verità meglio ancora se nessuno lo cerca.








