LAVORO – Elon Musk: «Basta con lo smart working»

Se è vero che Elon Musk va considerato un “visionario”, allora c’è da preoccuparsi. Tutto nasce da un email inviata agli uffici risorse umane delle proprie aziende, intercettata e diffusa dall’agenzia “Reuters”, in cui Elon in persona chiede di “sospendere tutte le assunzioni in ogni parte del mondo”, poiché l’imprenditore sudafricano nutre “pessime sensazioni sull’economia”.

Anzi, c’è di più: nella stessa email Musk annuncia un taglio del 10% del personale, grosso modo 10mila persone che a breve saranno messe alla porta. È la seconda comunicazione di Musk ad attirare l’attenzione del mondo intero, dopo quella della settimana scorsa in cui annunciava ai dirigenti di decretare ufficialmente la fine del lavoro in smart working usando parole che hanno lasciato di stucco: “In Tesla tutti sono chiamati a impegnare almeno 40 ore in ufficio a settimana: per chi non si presenta, trarremo la conseguenza che si è dimesso. Se ci sono collaboratori straordinari per cui questo non sarà possibile, giudicherò e approverò direttamente io ogni singolo caso, ma questa è la regola che vale per tutti: io stesso, potrei starmene a bere Mai Tai con delle modelle nude, invece me ne sto qui anche io”.

Due missive che hanno fatto il loro dovere a Wall Street, dove il titolo Tesla ha perso il 3,5%. E come se ancora non bastasse, alla email sullo smart working ha risposto per le rime Birgit Dietze, direttore di “IG Metal”, sindacato autonomo che ha ricordato ai 4.000 dipendenti tedeschi dello stabilimento Tesla di Gruenheide, che “Chi vuole opporsi a queste richieste, in Germania trova i sindacati pronti ad accoglierli, come prevede la legge”.

Tutto questo, mentre con l’altra mano Elon Musk scriveva uno dei suoi storici tweet che tanto gli piacciono per comunicare, in cui annunciava lo spostamento dal 19 agosto al 30 settembre del “Tesla AI Day”, l’attesissimo appuntamento in cui sarebbero stati svelati i progressi tecnologici in tema di intelligenza artificiale e automazione. Un altro segnale che ha alzato la soglia di preoccupazione sullo stato di salute dell’impero di Musk, questa volta spiegato con una necessità tempistica per arrivare a settembre stupendo il mondo con la prima generazione di “Optimus”, l’umanoide su cui i suoi ingegneri lavorano da tempo.