LA STORIA - La mamma di un genio chiamato Elon Musk

Più che chiedere a lei come si sente ad essere la madre del multimiliardario che sta traghettando il pianeta verso il futuro, bisognerebbe chiedere a lui come si sente ad essere figlio di una top model 72enne. Forse, l’unica vera risposta è che la normalità, nella famiglia Musk, è bandita da sempre: Elon, il primogenito, si è inventato prima PayPal, poi Tesla e perfino SpaceX, con l’idea di conquistare l’asfalto e subito dopo la via lattea. Kimbal, classe 1972, ha scelto di dedicarsi alla ristorazione ed oggi guida un impero, ma è noto soprattutto per aver creato dal nulla la Square Roots, società specializzata nella coltivazione in luoghi isolati e a prima vista impossibili come le “fattorie verticali”. Per finire con Tosca, la piccolina della famiglia: produttrice, regista e fondatrice di Passionflix, la piattaforma streaming specializzata nel genere romantico-erotico.

Tre geniacci figli della modella a cui si accennava qualche riga fa: Maye Haldeman, nata il 19 aprile 1948 a Regina, in Canada, e diventata Musk nel 1970 sposando Errol, un ingegnere sudafricano da cui divorzia un decennio dopo. Ma prima di mettere al mondo tre figli, probabilmente destinati ai libri di storia, Maye ha messo insieme una vita che per raccontarla tutta in dettaglio servirebbe tempo, ma soprattutto spazio.

Nel 1950, la sua famiglia si trasferisce a Pretoria, in Sudafrica: il padre Joshua e la madre Winnifred sono due ex figli dei fiori che ad una vita da mediano preferiscono l’avventura: girano il mondo con un vecchio e scassatissimo aereo ad elica e per 10 anni crescono i loro cinque figli in posti come il deserto del Kalahari, alla ricerca di una fantomatica Città Perduta, che per inciso non troveranno mai. In tutto questo, Maye cresce diventando sempre più bella: nel 1962 finisce alle finali di Miss Sudafrica debuttando come modella. Mette quasi del tutto in pausa la carriera nei nove anni del matrimonio, dedicandosi alla famiglia e ai suoi tre figli, Elon, Kimbal e Tosca, ma quando finalmente dice basta alle botte e i maltrattamenti dell’ingegnere Errol Musk, Maye torna a calcare passerelle e copertine, comparendo più volte completamente nuda anche se l’anagrafe vorrebbe remarle contro. Sono anni difficili: Maye prende i tre figli e si trasferisce a Toronto, ma per vivere arriva a fare cinque lavori contemporaneamente, trovando anche il tempo di laurearsi e frequentare un master in scienze dell’alimentazione. “Come sono andata avanti? Per spirito di sopravvivenza: non via fuori per cena, non vai da parrucchiere ed estetista, non puoi incontrare amici per bere un drink. Non puoi permettertelo, ma soprattutto non puoi permetterti il lusso di crollare”.

Ma il dettaglio più straordinario è che pur invecchiando, come tutti, Maye non smette di sprizzare fascino e sensualità, continuando a polverizzare ogni record: quando soffia sul 60 candeline decide di smettere di tingersi i capelli e nove anni dopo, nel settembre 2017, ormai sull’orlo della settantina, diventa il volto del colosso cosmetico “CoverGirl”, guasagnandosi il titolo di più anziana testimonial nella storia del fashion. Tutto questo, e molto altro,. Maye l'ha raccontato in un’autobiografia dal titolo evocativo: “A woman makes a plan: advice for a Lifetime of Adventure, Beauty, and Success” (Una donna fa un piano: consigli per una vita d’avventura, bellezza e successo). Oggi, a 72 anni e con 225mila follower su Instagram, Maye sta ultimando un trasloco dalla California a New York, dove conta di iniziare una seconda parte della carriera. Il segreto? “Svegliarsi ogni mattina felice ed emozionata, pensando che qualcosa di buono sta per accadere”.