LA STORIA – Criptoqueen, l’unica donna ricercata dall’FBI
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Il male si annida dove nessuno riesce a vederlo. La signora in foto, ad esempio, si chiama Ruja Ignatova, e dietro quell’aria da professoressa di matematica e fisica, nasconde ben altra indole. A certificarlo c’è un mandato di cattura spiccato dall’FBI, che l’ha inserita nell’elenco delle 10 persone più ricercate al mondo. Unica donna.

Classe 1980, di origini bulgare e cresciuta in Germania, nel 2005 Ruja si laurea in diritto internazionale all’Università di Costanza iniziando la carriera alla “McKinsey & Company”. Ma non è quello che ha in mente per la propria vita: insieme al padre acquista un’azienda in difficoltà annunciandone il rilancio. Ma quando 160 persone restano a casa, viene fuori la verità: tutte le apparecchiature e gli impianti erano stati svenduti sottobanco. Condannata a 14 mesi di galera con sospensione della pena, Ruja non si perde d’animo annunciando la nascita di “OneCoin”, una criptovaluta “democratica”, come amava definirla. Abile a spacciarla come l’idea più rivoluzionaria del nuovo millennio, Ruja Ignatova riesce a riempire perfino stadi, come quello di Wembley, a Londra, di gente che pende dalle sue labbra e si dichiara disposta a cederle il proprio denaro, perché quella donna la sa davvero lunga. Crederle in fondo non è difficile: è convincente, sempre elegante e parla in modo forbito, come qualcuno che conosce perfettamente ciò di cui parla. Perfino “Forbes” ci casca, dedicandole una copertina che ovunque vada anticipa l’enorme popolarità di “nostra signora delle criptovalute”.

Migliaia di persone fra Africa, Sudamerica, Europa e Medio Oriente decidono di darle fiducia, scoprendo la verità solo quando una segnalazione fa partire un’indagine che svela l’ennesimo volto del solito “schema Ponzi”, il sistema che si autoalimenta con l’ingresso di sempre più investitori. Nel suo caso, la truffa OneCoin le ha permesso di mettere da parte 4 miliardi di dollari.

“Criptoqueen”, il nomignolo che le piaceva tanto, scompare misteriosamente nell’ottobre del 2017, quando atterra ad Atene con un volo “Ryanair” facendo perdere le proprie tracce: ufficialmente, da quel volo non è mai scesa.

Nel maggio scorso l’Europol la inserisce nell’elenco dei latitanti più ricercati, e lo stesso pochi giorni fa hanno fatto gli americani dell’FBI. Sospettano che si sia sottoposta a interventi di chirurgia plastica per rendersi irriconoscibile, ma per qualcuno potrebbe anche essere stata vittima della vendetta di qualche truffato.