TOYS – I 65 anni di Ken, il fidanzato uscito dall’ombra
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Con un leggero ritardo, visto che la data esatta era l’11 febbraio, ma Ken Carson merita comunque gli auguri del mondo intero per i suoi 65 anni, raggiunti in una forma invidibiale.

Ben 65 primavere per buona parte trascorsi al fianco di Barbie, l’eterna fidanzata dalla fama un po’ ingombrante, a dire il vero. Eppure, alla faccia di chi a 65 anni pensa alla pensione, chi sogna una barca e chi scopre l’orto urbano, lui continua imperterrito a rinnovare il guardaroba, a cambiare mestiere come nulla fosse e a firmare collaborazioni come un influencer navigato. Ken appartiene decisamente a quest’ultima categoria. Del resto, quando nasci come “il fidanzato di Barbie”, il rischio di restare una nota a piè di pagina è alto, mentre lui è riuscito lentamente a superare l’ombra della fidanzata per inventarsi una carriera propria.

All’inizio era poco più di una comparsa ben pettinata: sorriso pubblicitario, fisico da bagnino e soprattutto silenziosa presenza accanto alla protagonista bionda che stava riscrivendo la storia dei giocattoli. Ma vivere all’ombra di una fidanzata più famosa può anche trasformarsi in un corso accelerato di autoaffermazione.

Il suo curriculum è un romanzo di formazione in formato miniatura: ha collezionato professioni con l’entusiasmo di chi più che scegliere una strada, preferisce provarle tutte, dallo sportivo plurimedagliato al professionista in giacca e cravatta, seguito da artista, uomo di mare, star musicale e avventuriero. Se esistesse un ufficio di collocamento per bambole, Ken sarebbe un caso da studiare, anche se il messaggio è identico a quello di Barbie: nella vita si può essere ciò che si vuole. Meglio ancora se con l’accessorio coordinato.

Naturalmente non sono mancate le crisi, perché le storie d’amore più longeve hanno bisogno di pause di riflessione, e la coppia più plastificata del pianeta non ha fatto eccezione. Tra allontanamenti strategici e ritorni in grande stile, la loro relazione è stata gestita come quella di due celebrità vere, fra comunicati, indiscrezioni e riconciliazioni da copertina.

E mentre il pubblico discuteva, lui lavorava sul rebranding, perché se Barbie ha rappresentato per decenni aspirazioni e cambiamenti sociali, Ken ha finito per diventare il termometro della mascolinità del suo tempo. Da ragazzo perfetto in versione “bravo vicino di casa” a figura più sfaccettata, capace di giocare con moda e stile, un po’ meno principe azzurro standard e più manifesto pop della libertà di esprimersi.

In compenso, Ken ha attraversato decenni di tendenze indossandole tutte senza mai lamentarsi, fra colori improbabili e pettinature da far trenare un parrucchiere. Ha seguito le stagioni del gusto come un abbonato in prima fila alle settimane della moda, dimostrando che lo stile, anche in 30 centimetri (si parla di altezza…), può raccontare un’epoca.

Poi c’è il lato culturale, quello che nessuno si aspettava dal “semplice fidanzato”, e anche in questo caso per Ken il tempo è diventato una piccola tela su cui proiettare bellezza e ruoli, passando dall’essere modello unico a rappresentare più volti, più corpi e più modi di stare al mondo. La sua vera abilità, però, è stata la capacità di restare riconoscibile mentre tutto intorno a lui cambiava.

Oggi, a 65 anni compiuti, Ken non è più soltanto il compagno di Barbie, ma il promemoria ironico che l’identità può essere un gioco da cui ripartire ogni volta con stile.