
Al di là del male che può provocare la sigaretta, i fumatori hanno un’abitudine radicata: sbarazzarsi il più in fretta possibile del mozzicone, qualcosa di fastidioso che emette calore e puzza. Il gesto più comune è buttarlo dove capita: chi fuma lo considera un peccatuccio accettabile e accettato, nient’altro che un pezzetto di carta e tabacco bruciacchiati.
Non sono affatto d’accordo buona parte di sindaci di paesi, cittadine e città del mondo intero, che indipendentemente dalle loro dimensioni hanno dichiarato da tempo la guerra al mozzicone istituendo sanzioni che dovrebbero limitare l’abitudine. Di recente, Milano ha vietato il fumo nei parchi pubblici e alle fermate dei mezzi pubblici, e grandi metropoli come New York e Città del Messico restringono sempre di più gli spazi in cui è possibile fumare, con l’intento di dichiararsi città smoke-free. In Italia, volendo, esisterebbe il decreto n. 221 del 18 dicembre 2015, che prevede sanzioni fino a 300 euro per chi viene beccato mentre butta una cicca per terra. Ma basta guardarsi intorno per capire che la norma non sembra dare risultati degni di nota.
E pensare che non è un segreto per nessuno: il così detto mozzicone impiega fra 6 e 12 mesi per dissolversi, e peggio ancora in presenza di filtro (ovvero la maggior parte), che richiede un’attesa compresa fra 5 e 12 anni, sempre che non finisca in mare, dove facilmente viene scambiato per un boccone dai pesci, finendo per entrare con il suo carico di veleni nella catena alimentare umana.
Ogni anno, secondo alcuni calcoli basati sulle vendite di tabacchi, 5 trilioni di mozziconi (5mila miliardi), finiscono in tutto il mondo per terra, negli angoli, nelle fioriere, nei tombini o in mare. L’Italia fa la propria parte producendo circa 72 miliardi di cicche: 200milioni ogni giorno, senza contare le 3.600 tonnellate di cenere.
È vero, replicano i fumatori, ma invece di lamentarsi, basterebbe installare dei posaceneri e incaricare qualcuno di svuotarli ciclicamente, magari prima che trabocchino, e una parte consistente del problema sarebbe risolto.
Incredibile ma vero, è esattamente la soluzione che in questi giorni ha deciso di testare Oldenburg, città con 170mila abitanti della Bassa Sassonia. Si chiamano Asbak tegel, e non sono altro che tombini a grata destinati a raccogliere le famigerate cicche di sigarette: per adesso ne sono stati installati cinque, nel centro città, nelle vicinanze di altrettante fermate dei mezzi pubblici. Ogni tombino, dotato di filtri che permettono di drenare l’acqua piovana, è chiuso con una serratura che richiede una chiave speciale, ed è sufficiente che gli addetti passino a svuotarli per evitare l’effetto tsunami. Gli ideatori, un’azienda olandese, avevano inizialmente pensato a qualcosa destinato nei dintorni di ristoranti, bar, fast-food stazioni ferroviarie, fermate dei mezzi pubblici e ovunque sia più facile il via vai di persone.
I risultati? Una magia: a Oldenburg i mozziconi abbandonati per la strada – e perfino le gomme da masticare (un’altra piaga cittadina) - sono diminuiti drasticamente. Quante ne sanno, i tedeschi.












