SPORT – A Torino il fioretto italiano detta legge

Il Grand Prix di fioretto “Trofeo Inalpi” ha trasformato in una celebrazione tricolore l’Inalpi Arena, teatro di una giornata che resterà negli annali della scherma italiana recente. Due ori, un argento e una costellazione di piazzamenti di prestigio confermano la leadership mondiale del fioretto azzurro.

La colonna sonora della giornata è diventato l’Inno di Mameli, risuonato due volte sotto la volta dell’arena torinese, a suggellare un sabato che aveva già preso la direzione giusta dopo lo storico successo delle spadiste in Coppa del Mondo. A completare l’opera ci hanno pensato fiorettiste e fiorettisti, guidati da un gruppo sempre più compatto e competitivo sotto la regia del CT Simone Vanni.

Il torneo femminile si chiude con l’epilogo che il pubblico di casa sognava: una finale tutta italiana tra due colonne della scherma mondiale. Martina Batini e Arianna Errigo non sono soltanto due campionesse, ma due simboli di longevità sportiva, due atlete capaci di rinnovarsi stagione dopo stagione, anche conciliando carriera e maternità. In pedana, però, contano solo velocità, lettura dell’assalto e nervi saldi.

A spuntarla è Batini, che vince 15-13 al termine di un duello di altissimo livello tecnico. L’assalto vive di strappi e contro-strappi, con Errigo capace di rientrare più volte e Batini lucida nel gestire i momenti chiave. L’ultima stoccata libera la gioia della toscana e scatena l’abbraccio del pubblico torinese.

Per Batini è il secondo successo stagionale dopo l’oro di Busan, ma soprattutto la conferma di una continuità ad altissimo livello. Il suo cammino è stato autorevole fin dall’inizio: derby vinto con Matilde Calvanese (15-10), poi due 15-10 in scioltezza contro la rumena Candescu e la spagnola Tucker. Il vero squillo arriva nei quarti con il netto 15-4 inflitto all’ucraina Dariia Myroniuk, seguito dal 15-8 sulla giapponese Sera Azuma in semifinale. La 19ª medaglia in carriera nel circuito di Coppa del Mondo prende così forma prima dell’acuto finale.

“Vincere qui, davanti a questo pubblico, è qualcosa che ricorderò – racconta Batini a fine gara – sto vivendo la stagione con grande fiducia. Mi sento sostenuta dalla famiglia, dal mio club, dal gruppo azzurro. Tutto questo fa la differenza nei momenti decisivi”.

Errigo, però, costruisce l’ennesima gara di sostanza e classe. La sua giornata comincia con il successo sulla statunitense Cho (15-11), prosegue con il derby vinto su Alice Volpi (15-8) e si complica negli ottavi, dove deve rimontare la giapponese Tsuji prima di imporsi 15-12. Nei quarti domina la coreana Mo (15-8), centrando la certezza del 62° podio in Coppa del Mondo: un numero che racconta la grandezza della sua carriera.

La semifinale è pura tensione: 15-14 all’ultima stoccata contro Komaki Kikuchi, con l’arena che esplode al colpo decisivo. Per Errigo è la decima medaglia conquistata sulle pedane torinesi, quasi una storia d’amore sportiva con la città. In finale manca solo l’ultimo passo, ma l’ovazione del pubblico è anche per lei.

Ai piedi del podio si ferma Martina Sinigalia, quinta, ma protagonista di una gara di alto livello. Dopo aver superato Leung, Patru e persino la campionessa olimpica e mondiale Lee Kiefer, cede nei quarti alla giapponese Ueno (10-8) al termine di un assalto tirato fino all’ultimo secondo. Una prestazione che conferma la crescita della giovane azzurra.

Se il torneo femminile accende l’entusiasmo, quello maschile lo trasforma in festa piena. Guillaume Bianchi conquista il suo primo oro nel Grand Prix di casa con una prova che unisce qualità tecniche e una notevole tenuta psicologica.

Il romano delle Fiamme Gialle parte con autorità contro il polacco Wojtkowiak (15-7), poi entra in una fase di gare al cardiopalma: doppio 15-14, prima contro il giapponese Kawamura e poi contro il francese Anas Anane. Assalti risolti sul filo dei centesimi di secondo, dove contano sangue freddo e scelta di tempo.

Nei quarti Bianchi rimonta il russo Kirill Boradachev (15-12), centrando il nono podio in carriera in Coppa del Mondo. In semifinale ripete il copione contro il ceco Alexander Choupenitch, ancora 15-12, con gestione intelligente delle distanze. In finale controlla lo statunitense Nick Itkin (15-11), uno degli avversari più temibili del circuito, e mette il punto esclamativo sul suo torneo.

“Questo successo lo volevo davvero – confida Bianchi - è il primo da papà e ha un sapore particolare. Mi ero detto che non volevo guardare le finali dalla balaustra. Volevo essere protagonista. Farlo qui a Torino è incredibile”.

Tommaso Martini chiude settimo dopo una gara coraggiosa, con vittorie su Helmy-Cocoynacq, Llavador e Savin, prima di arrendersi nei quarti proprio a Itkin. Nei primi sedici anche Filippo Macchi e Lorenzo Nista, a testimonianza di una squadra maschile competitiva e diffusa.

L’organizzazione ha trasformato l’evento in un vero show, con momenti di intrattenimento musicale prima delle finali che hanno coinvolto il pubblico e reso l’atmosfera più simile a quella di un grande evento internazionale multisport.

Sul palco si sono alternati artisti come Sarah Toscano, Blind, Soniko e Francesca Miola, capaci di scaldare l’arena prima che le luci tornassero sulle pedane. Un modo per avvicinare nuovi spettatori alla scherma, disciplina che unisce tradizione e modernità.

Grande il lavoro dell’Accademia Scherma Marchesa, che con il supporto federale ha portato per la sedicesima volta a Torino una tappa mondiale. Un appuntamento ormai fisso nel calendario internazionale, che rafforza il legame tra la città e la scherma.