
Prendi un’auto sportiva di lusso, piazzaci sopra una bionda mozzafiato et voilà, il successo è servito. Certo, è l’eterno ripetersi del più abusato dei cliché – donne & motori – ma chissà come mai funziona sempre. L’ennesima conferma è la storia della vlogger e influencer australiana Alexandra Mary Darvall Hirschi, per gli amici Alex, per i suoi 70 milioni di followers Supercar Blonde.
Nata a Brisbane nel 1985, una laurea in giornalismo ed una in economia alla Queensland University, bionda, occhi azzurri per quasi un metro e ottanta di altezza, Alex si trasforma in una “carfluencer” per puro caso: sposata nel 2003 con l’imprenditore svizzero Nick Hirschi, si trasferisce a Dubai dove diventa newsreader di una trasmissione radio dedicata al mondo delle auto, e ovviamente quelle che gironzolano per l’emirato non sono esattamente delle utilitarie.
La molla scatta quando le mettono a disposizione una Bentley per il fine settimana: lei la guida, la mette alla prova, e alla fine tira fuori una recensione così diversa da quelle impettite dei giornali specializzati da lasciare il segno. Decide di mettersi in proprio e contatta i marchi delle supercar più prestigiose per chiedere in prova i loro modelli, e questi – intuendo un potenziale dirompente – la accontentano.
Da allora, Supercar Blondie - per qualcuno la Ferragni dell’automobile - ha messo insieme centinaia di test drive in cui prova di persona bolidi che porta fra sabbia e asfalto dell’emirato, ma non solo, volando spesso in trasferta per provare sul posto modelli che sarebbe difficile e troppo costoso inviare a Dubai. La sua troupe – più che altro il suo inconfondibile biondo platino - è stato avvistato a Sant’Agata Bolognese come a Maranello, mentre all’elenco delle prove pubblicate sui suoi canali social aggiungeva modelli rarissimi e dal costo stellare. Per citarne alcuna la Rolls-Royce 103X, un concept a guida autonoma, o ancora la Batmobile utilizzata da Michael Keaton nel primo film della serie, la one-off Bugatti L’Or Blanc, la Ferrari “Aperta”, l’unico esemplare esistente della Porsche 919 Street e la Aston Martin DB5 di James Bond. Ai 43 milioni di follower su Facebook, 9,3 su Instagram, 7,9 su TikTok, 7 su YouTube e 2 su Snapchat, va bene tutto: basta vederla salire e scendere da supercar sempre più belle e potenti perché ogni video superi senza problemi il milione di visualizzazioni.
“Quando ho iniziato nessuno faceva ciò che facevo io. Gli esperti in materia di auto erano tantissimi, pochi però ne parlavano in maniera diversa. Io cercavo di rendere i miei video leggeri e divertenti, sottolineando gli aspetti, per me, più interessanti”. La sua prima auto, una Mitsubishi Lancer ereditata dal padre, è stata degnamente sostituita qualche tempo fa da una Ferrari 488 Spider piena di rose rosse donata dal maritino. Un jomo assai contento, anche perché quello di Supercar Blonde è ormai un impero che fattura 15 milioni di dollari all’anno, e sua moglie, secondo il magazine “Arabian Busines”, è entrata nell’elenco delle 30 donne più influenti del mondo arabo.












