
Rieccola, come ogni anno torna puntuale la classifica dei premi “Ig Nobel”, riconoscimento ironico alle dieci ricerche scientifiche più assurde, strane e divertenti, giunto alla 35esima edizione.
L’idea era nata nel 1991 dalla fantasia della rivista “Annals of Improbable Research”, non per prendere in giro la scienza ma per l’esatto contrario: attirare la curiosità verso la ricerca, che il più delle volte si concentra su come risolvere problemi concreti e non su argomenti che sono vere perdite di tempo.
Quest’anno, fra le diverse ricerche scientifiche bizzarre, una italiana ha attirato particolare attenzione. Uno studio realizzato da un nutrito gruppo di scienziati pubblicato su “Physic of Fluids”, che partendo dal proprio vissuto di professionisti che spesso si ritrovano all’estero e devono vedersela con una cucina italiana violentata in ogni modo, hanno pensato fosse il caso di ricorrere alla scienza per riuscire a spiegare come evitare la formazione di grumi nella cacio e pepe, uno dei piatti orgoglio della cucina romana.
Facendo ricorso al processo biosifico della separazione dei liquidi e ai principi della termodinamica, il team è giunto alla conclusione che l’aggiunta di un po’ di amido di mais in cottura, permette di avere “un controllo ottimale della temperatura” evitando quindi i fastidiosi grumi di formaggio.
Nella classifica finale un posto l’ha meritato anche la ricerca che si è concentrata sull’agama, specie tipica dell’Uganda dove è meglio conosciuta come ‘lucertola arcobaleno’ per la capacità dei maschi in amore di assumere colori sgargianti. Negli anni, spiega la ricerca, ol proliferare di resort lungo le spiagge ugandesi ha spinto le lucertole a snobbare gli insetti di cui si nutrono in favore della pizza offerta ai turisti in vacanza, con particolare predilezione per i tranci al formaggio.
Premio per la letteratura postumo assegnato a William B. Bean, autore di uno studio durato 35 anni che si è interamente concentrato sulla crescita di una delle sue unghie. E non è da meno la ricerca di Fritz Renner, Inge Kersbergen, Matt Field e Jessica Werthmann che hanno indagato su una leggenda metropolitana: assumere alcol aumenta la capacità di parlare una lingua straniera? Fondamentale nel cammino dell’umanità anche lo studio che già dal titolo spiega tutto: “Scarpe puzzolenti: un’opportunità per riprogettare le scarpiere".








