
Più di una generazione è cresciuta con il mito di “The Fonz”, abbreviazione americana di Arthur Fonzarelli, uno dei protagonisti di “Happy Days”, la situation comedy ideata da Gary Marshall in onda dal 1974 al 1984 che racconta le vicende di un gruppo di adolescenti di Milwaukee alle prese con amicizie, amori, musica e l’innocenza dell’american dream, pochi anni prima di infrangersi fra le bombe del Vietnam.
Fonzie è il personaggio che avrebbe segnato per sempre la carriera dell’attore newyorkese Henry Winkler, abile a dare i contorni ad un meccanico esperto allo stesso modo di motori e ragazze, con vaghe origini italiane sufficienti a decretarlo un “latin lover” tutto jeans e giubbotti in pelle. Fonzie, lo sanno anche le pietre, possiede una motocicletta che tratta come una sorella, più precisamente una Triumph “Trophie TR-5 Scrambler Custom” del 1949. Peccato che Winkler nella vita reale non avesse mai imparato ad andare in moto, preferendo l’automobile. Così, per non creargli ulteriori problemi, la “Paramount” aveva optato per la Triumph dopo che alla guida della ben più massiccia Harley Davidson “Knucklehead”, era riuscito a ferire il direttore della fotografia. In effetti, nelle varie stagioni le immagini in cui Fonzie guida realmente una moto sono rarissime, e quando succede pare fosse aiutato da un sistema di binari che gli permetteva di andare dritto mentre a trainarlo ci pensava un’auto della produzione.
Per il telefilm, oltre ai giubbotti di pelle (di cui uno finito nelle collezioni dello Smithsonian Institute), furono utilizzati tre esemplari di Triumph, tutte realizzate da Bud Ekins, stuntman, pilota e amico di Steve McQueen, che è riuscito a conservare l’unica cui si abbia ancora notizia. Lo stesso Eksin l’aveva rintracciata dopo averne seguito le tracce per diverso tempo in un magazzino del “Mean Marshall’s Motorcycles” di Oakland, dove in realtà non sapevano neanche che film avesse interpretato.
Proprio quella moto, nelle scorse ore è andata all’asta da “Bonhams”, dove ha cambiato proprietario per 179.200 dollari, poco meno di 160mila euro. Una parte del ricavato sarà devoluto alla fondazione di Henry Winkler che si occupa di bambini affetti da dislessia, lo stesso problema con cui ha lui convissuto per tutta la vita.















