
Era il 1974, gli “Abba” sbaragliavano l’Euromusic Song Contest con “Waterloo”, la Francia era in lutto per la morte di Pompidou e l’Italia festeggiava la legge sul divorzio. A Wolfsburg, in Germania, il quartier generale del colosso Volkswagen era in crisi mistica dopo qualche flop di troppo: se ne accorge il designer italiano Giorgetto Giugiaro, quando riceve le direttive per un nuovo modello che ha il compito di ideare. Gli mostrano come esempio una Fiat 128: è un’auto “medio piccola” assolutamente perfetta, non ha neanche un pezzo di troppo.
Qualche mese dopo, la primissima “Golf” viene presentata alla stampa: debutta con due motori, due allestimenti e due carrozzerie, 3 o 5 porte. L’anno successivo arriva la prima “GTI”, mentre la “GTD” arriva nel 1982. È solo l’inizio di una meravigliosa avventura che avrebbe trasformato la Golf in un sempreverde, un modello capace di infischiarsene di mode e trend del mondo dell’auto, andando avanti imperterrita per otto generazioni, una più di successo dell’altra.
Ma adesso, a quasi mezzo secolo dal debutto, la leggenda della Golf potrebbe chiudersi per sempre. L’ultima generazione, l’ottava, lanciata nel 2019, non ha avuto lo stesso appeal delle precedenti, e di mezzo nel frattempo si sono messe la normativa Euro 7, e soprattutto il 2035, anno in cui l’Europa dirà addio a benzina e diesel. Parole filtrate attraverso interviste di Thomas Schafer, il CEO del gruppo Volkswagen, che più volte è sembrato mettere in dubbio programmi già annunciati su Golf, T-Roc, Tiguan e Passat.
“Nei prossimi anni è previsto l'arrivo della normativa Euro 7 che farà aumentare i prezzi di un’auto con motore a combustione di 3.000-5.000 euro. La fine delle auto low-cost in Europa è vicina, perché la conformità dei motori alle normative più severe sulle emissioni aumenterà i costi di sviluppo”.
Parole che nascondono un dolore profondo per un modello che ancora nel 2021 continuava a svettare tra i più amati e venduti, salvo poi cadere sotto le incessanti batterie contraeree della concorrenza e addirittura sotto il fuoco amico di T-Roc, diventato un Suv di tendenza e per di più a venduto a costi inferiori alla Golf. Strategie che quest’anno, in Italia, hanno visto crollare il modello più storico della gamma Volkswagen alla 25esima posizione per immatricolazioni.
A Wolfsburg, raccontano che la decisione sarà presa entro i prossimi 12 mesi, ma sul tavolo degli imputati non ci sarà soltanto la Golf, ma anche la Polo. Modelli piccoli i cui costi di sviluppo per l’omologazione Euro 7 supererebbero i possibili guadagni.








