
Per essere uno dei simboli della felicità, lo Smiley ha poco di felice per Harvey Ball, artista americano a cui nel lontano 1963, una compagnia di assicurazioni di Worchester, Massachusetts, la “State Mutual Life Assurance”, aveva chiesto un logo accattivante con cui accompagnare una nuova campagna pubblicitaria. Raggiungendo il massimo della sintesi e dell’essenzialità, Ball racchiude tutto nel geniale “Smiley”, la faccina che sorride, ma fa un errore madornale: non la registra da nessuna parte, negandosi il diritto alla pensione.
Nel 1972 ci pensa Franklin Loufrani, che per promuovere l’idea su cui si rendere conto di essersi seduto utilizza la faccina gialla sorridente come bollino in cui evidenziare le notizie positive di “France Soir”, il quotidiano francese dove lavora come giornalista. È il passaggio che trasforma lo Smiley nell’irresistibile ed eterno simbolo del pensiero positivo e dell’ottimismo. Ma è negli anni Ottanta che la faccina conquista spazi e consensi planando ovunque serva, pronto a plasmarsi in mille e più situazioni: dalla moda alla musica, dalla protesta al pacifismo, dal design alla tecnologia, dall’arte all’editoria. Ovunque c’è una t-shirt, è pronta una faccina gialla con espressioni diverse per comunicare gioia, disappunto, tristezza e amore.
La consacrazione a icona culturale coincide con l’arrivo di internet, che trasforma la faccina in “emoticon”, il riassunto basico, primario e inconfondibile di emozioni e sentimenti senza più il bisogno di esprimersi con le parole.
Tra successi e decenni, lo Smiley è arrivato al compleanno dei 50 anni, contando come data ufficiale non tanto quella di nascita ma la trasformazione in marchio registrato. Da allora, la faccina è gestita dalla “The Smiley Company”, licensing company con sede a Londra che pensa a diritti e ne concede la licenza di utilizzo filtrando ogni proposta con strategie create per ogni possibile settore merceologico e ancora per segmento, paese, fascia di età e genere. Ogni anno, sul mercato arrivano circa 15mila prodotti marchiati con la faccina, sufficiente alle aziende partner per incassare 350milioni di euro.
Per celebrare il mezzo secolo del sorriso, è in uscita un libro da collezione che ripercorre la storia e le tappe più importanti di Smiley, la sua influenza sulla cultura pop e una galleria dei 50 partner più importanti di questa lunga storia.
Il prossimo anno è considerato fondamentale dall’azienda per il lancio della campagna “Future Positive”, con cui appoggiare e rafforzare l’impegno globale verso la sostenibilità ambientale: il programma prevede entro cinque anni che tutti i licenziatari del marchio Smiley siano sul mercato con gamme di prodotti 100% sostenibili.















