
Ogni anno, prima delle vacanze, ci sono passaggi obbligati: trovare un dog o cat-sitter a cui lasciare l’animaletto di famiglia (se proprio non è possibile portarlo), e affidare le piante di casa a qualche persona fidata, che almeno una volta alla settimana si preoccupai di bagnarle.
Ma all’appello manca ancora qualcosa: qualcuno disposto a prendersi cura del lievito madre. Sembra una “boutade”, ma secondo le statistiche europee cresce ogni anno il numero delle famiglie che decidono di farsi il pane in casa. Un’abitudine nata giocoforza quasi come un gioco durante la pandemia, e oggi sempre più sentita non solo per questioni di budget familiare, ma anche per essere certi di utilizzare solo prodotti naturali e non trattati chimicamente.
E molti, dopo i primi esperimenti, sono arrivati al passaggio cruciale: creare il proprio lievito madre, com’è impropriamente definito l’impasto di farina e acqua sottoposto a contaminazione spontanea di microorganismi che favoriscono la lievitazione naturale. In pratica un organismo vivo che richiede attenzioni e una nutrizione costante, necessario per mantenere il lievito attivo.
Da qui, si arriva al problema di partenza: come gestire il lievito madre nei giorni di vacanza? Un assillo che l’Urban Deli, un fornaio di Stoccolma, ha deciso di risolvere sposando quello che era nato come un progetto artistico di Josef Vargo, artista concettuale che aveva deciso di raccogliere campioni di lievito madre in ogni angolo della Svezia.
L’hotel della pasta starter è disponibile per accogliere piccole quantità chiusi in vasetti ed etichettati con il nome del proprietario, ma soprattutto lo staff si preoccupa di nutrirlo ogni giorno e per tutto il tempo necessario, con una spesa che va da 100 a 300 corone svedesi a settimana, al cambio attuale dai 9 a quasi 30 euro.










