HI-TECH - «Dormio», la macchina che regola i sogni
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“È necessario continuare a sognare, altrimenti la nostra anima muore”, ama ripetere poeticamente lo scrittore brasiliano Paolo Coelho, ricordando anche a chi è scettico l’importanza di quei meravigliosi film diretti dalla mente che ogni notte raccontano speranze, ambizioni e desideri. Ma in un’epoca che va di fretta, dormire e sognare stanno diventando un lusso superfluo che secondo alcuni calcoli costringe gli esseri umani a passare fra le braccia di Morfeo 28 anni, un terzo della durata media della vita, attualmente stimata in 84 anni.

Come sia cambiato il rapporto dell’umanità con la notte lo ha raccontato una recente ricerca realizzata negli Stati Uniti: nel lontano 1942, dormiva meno di cinque ore a notte il 3% della popolazione, mentre oggi la percentuale è salita al 14. Al contrario, la cifra di coloro che raggiungevano le otto ore di sonno arrivava al 45% della popolazione, contro il misero 29 odierno. In Italia non è molto diverso: la media nazionale parla di 6,6 ore di sonno per notte, troppo poche secondo gli esperti. Le cause, poi, si sanno: si lavora fino a tardi, o ci si porta nel letto tablet, computer e smartphone che stimolano i neuroni favorendo la veglia, invece di conciliare il sonno.

Gli esperti non sono d’accordo: dormire è fondamentale per il benessere psicofisico, aiuta a ricaricare, cura, rilassa e rende più efficienti durante tutto il giorno. E lo stesso fanno i sogni, che spesso sono il viatico per decidersi a realizzare i desideri più reconditi prima che sia troppo tardi.

Ma per la prima volta, a tentare di mettere pace fra la necessità di una dose sufficiente di sonno e l’esigenza di produttività, ci ha pensato un team di scienziati di Harvard e del MIT di Boston, che da tempo lavorano ad un progetto ribattezzato Dormio, un guanto dotato di sensori di pressione che toccano dita e polso.

Per la prima volta nella storia, la tecnologia ha creato qualcosa in grado di suggerire e indirizzare il tema dei sogni nello stato ipnagogico, quello di transizione fra veglia e sonno che precede la fase Rem, in cui la mente umana è più facilmente suggestionabile. Una fase considerata creativa in cui secondo alcuni studi risiederebbero le idee migliori: Nikola Tesla e Thomas Edison erano soliti addormentarsi con una sfera d’acciaio in una mano. Quando le dita mollavano la presa e questa cadeva, si svegliavano nella speranza di cogliere al volo le idee migliori di quegli istanti.

I diversi esperimenti effettuati dal team hanno dato risultati straordinari: ad un gruppo di volontari è stato suggerito di pensare ad un “albero” mentre Dormio misurava i segnali di ognuno dei partecipanti, come il rilassamento dei muscoli per ricordare ciclicamente l’albero. Di tanto in tanto, qualcuno è stato svegliato all’improvviso per permettere ai ricercatori di chiedere cosa stesse sognando e, al termine del test, il 67% dei partecipanti a cui è stato suggerito più volte di sognare un albero ha risposto di averlo fatto, mentre l’albero era protagonista dei sogni solo del il 3% di coloro a cui era stato suggerito una sola volta.

“Nei questionari post-test, i partecipanti che hanno sognato ciò che suggeriva Dormio hanno ammesso di sentirsi più creativi - ha commentato Adam Haar Horovitz, il responsabile del team di neuroscienziati anticipando il senso del progetto – nei 3 test condotti, abbiamo dimostrato che l’incubazione dei sogni è collegata a benefici in termini di performance. Fare sogni su un tema specifico sembra offrire benefici che si protraggono sullo stato di veglia, soprattutto in caso di compiti creativi. In realtà anche questa non è una sorpresa: figure storiche come Mary Shelley, Salvator Dalì o Larry Page, il fondatore di Google, hanno dichiarato di essere stati ispirati dai loro sogni: la differenza è che noi incentiviamo di proposito sogni che si traducono in benefici”.

In pratica, arrivando a quelle che potrebbero essere le applicazioni future, l’obiettivo è di rendere produttiva anche la fase del sonno incanalando gli stimoli onirici per trasformarli in uno strumento capace di aumentare le performance sul lavoro: “Nella fase in cui Dormio diventerà uno strumento autonomo, chiunque potrà scegliere cosa sognare: da un problema a cui sta lavorando fino ad un’esperienza o un’emozione che meritano una riflessione”.

Chi invece non ha alcuna intenzione di immolare al lavoro o ad altre faccende i propri sogni avrà comunque una possibilità assai democratica: fregarsene di Dormio e lasciare liberi i propri sogni di andare dove gli pare. E buonanotte ai suonatori.