GLAMOUR - Miranda sta tornando e la moda si compra al botteghino
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Che sia uno dei film più attesi della stagione non è un segreto: d’altra parte, erano 20 anni netti che il pubblico aspettava il ritorno nelle sale di “Il diavolo veste Prada”, clamoroso successo del 2006 impreziosito dalla presenza di Meryl Streep nel ruolo di Miranda Priestly, l’acida direttrice di “Runway”, e Anne Hathaway in quello di Andrea Sachs, la tenera ragazza di provincia finita a fare da assistente alla tirannica signora della moda.

Un’attesa del 29 aprile, data ufficiale dell’arrivo nelle sale, i reparti marketing si sono sbizzarriti a creare l’attesa, infarcendola di gadget.

In particolare negli Stati Uniti, dove il sequel arriverà addirittura qualche giorno dopo rispetto all’Europa, l’accessorio più chiacchierato della stagione non sfila su una passerella, ma dietro il bancone dei popcorn.

Il ritorno dell’universo di “Runway” sul grande schermo — a vent’anni dal film che ha trasformato il mondo della moda in un racconto pop globale — è accompagnato da un gadget destinato a diventare oggetto di culto: una borsetta rosso fiammante progettata per contenere una maxi porzione di popcorn.

Un’idea che mescola con ironia una delle abitudini più amate di chi va al cinema con l’estetica dell’alta moda, trasformando una semplice serata al cinema in un’esperienza da fashion insider.

A catalizzare l’attenzione è la “Handbag Popcorn Bucket”, una replica stilizzata di una tote bag in pelle rossa, completa di doppi manici e dettagli metallici dorati. Il design, curato nei minimi particolari, prevede due charm: una miniatura di scarpa con tacco a spillo e una targhetta che richiama le chiavi degli hotel di lusso, evocando l’immaginario glamour che ha reso celebre la saga.

L’accessorio è stato ideato dall’azienda Golden Link con l’obiettivo dichiarato di trasformare il consumo dello snack più iconico del cinema in un gesto di stile.

La strategia promozionale costruita attorno al gadget si muove su più livelli. In occasione della serata inaugurale del 30 aprile, alcune sale selezionate offriranno la borsa-popcorn in omaggio ai primi spettatori, insieme a piccoli oggetti da collezione come portachiavi tematici. Parallelamente, è stato lanciato uno speciale pacchetto promozionale battezzato “Runway Ready”, pensato per i fan più devoti: al costo di 50 dollari include il biglietto per il sequel, il secchiello couture e una copia in edizione limitata della rivista “Runway”. Il bundle è andato esaurito nel giro di poche ore, confermando quanto il ritorno del film sia percepito come un evento generazionale più che come una semplice uscita cinematografica.

Ma il merchandising non si ferma alla borsa: bicchieri termici trasparenti decorati con piogge di accessori, contenitori in latta nera con skyline stilizzati e altri oggetti a tema contribuiscono a creare un universo che diventa un’estensione del film. È una strategia che riflette una tendenza sempre più evidente nell’industria dell’intrattenimento, dove il gadget non è più solo souvenir, ma una parte dell’esperienza.

La viralità del fenomeno è stata immediata: su TikTok, creator e influencer si sono affrettati a recensire il nuovo oggetto cult, mentre su Instagram e Reddit i fan oscillano tra entusiasmo e ironia, dichiarando una vera e propria “ossessione” per la borsa-snack.

Alcuni esemplari prenotati in anticipo sono già comparsi su piattaforme di rivendita online a prezzi che sfiorano i 100 dollari. L’operazione si inserisce in una moda recente dei cinema americani, che negli ultimi anni hanno puntato su contenitori per popcorn sempre più scenografici e stravaganti, trasformandoli in oggetti da collezione.

Ma dietro l’operazione commerciale si intravede anche un motivo più profondo: per la generazione cresciuta negli anni Duemila, il primo “Il diavolo veste Prada” rappresenta un racconto in cui moda, ambizione e ironia si intrecciano abilmente, e il sequel promette di raccontare come quel mondo si sia trasformato nell’era degli influencer e delle tendenze digitali.

Negli Stati Uniti si prevedono code interminabili ai bar dei cinema per accaparrarsi il gadget, e per molti appassionati si tratta di un sacrificio più che accettabile pur di portarsi a casa un frammento dell’universo “Runway”.