GOSSIP – «Elon Musk non sarà più mio padre»

Genio, visionario, talento allo stato puro: le definizioni su Elon Musk si sprecano. Per tanti è una sorta di alieno caduto sulla Terra che sta indicando il futuro ad un’umanità smarrita, per altri un furbone che ha capito così bene Wall Street da creare denari con qualsiasi idea gli passi per la testa.

Probabilmente, l’imprendibile imprenditore sudafricano naturalizzato negli States ha davvero capacità fuori dall’ordinario, ma questo non lo mette in salvo dal rapporto con i figli. Xavier Musk, 18 anni, insieme a Griffith uno dei due gemelli avuti da Justin Wilson, l’autrice canadese da cui Elon ha divorziato nel 2008, di cotanto padre non vuole più saperne. Da uno scoop del sito “TMZ”, sempre molto informato sulle magagne di Hollywood e dintorni, Xavier raggiunta la maggiore età avrebbe presentato in un tribunale della Contea di Los Angeles regolare domanda per cambiare il cognome in Wilson, quello di mamma, e preferendo anche essere chiamato Vivian Jenna.

Nella pratica presentata dai legali, Xavier spiega la volontà di voler cambiare genere e mette in piazza il difficile rapporto che pare abbia sempre avuto con un padre tanto geniale quanto distante. “Il mio nuovo nome significherà per me non solo il riconoscimento della mia vera identità di genere, ma anche l’evidenza che non voglia più essere associata al mio padre biologico, in qualsiasi modo e maniera”.

E dire che la paternità è sempre stata una delle più grandi passioni umane di Elon: oltre ai due gemelli Xavier e Griffit, è padre di Damina, Kai e Saxon, seguiti da X AE A-XI ed Exa Dark Sidereel, avuti dalla cantante Grimes, da cui non è ancora chiaro se abbia preso le distanze o meno. Così come si attende da lui una presa di posizione ufficiale sulle decisioni del figlio, a parte un tweet di un po’ di tempo fa assai critico nei confronti del linguaggio della comunità LGBTQ. Dopo una salva di critiche, Musk aveva tentato di raddrizzare la barra affermando di sostenere in modo assoluto i transgender, specificando che a infastidirlo sono i pronomi e non il pensiero di qualcuno che non si riconosca nel proprio corpo.