GLAMOUR - Spazzatura da passerella

Si fa in fretta a seguire le sfilate di moda restando ammirati di fronte alla genialità sempre nuova dei grandi stilisti. Ma nell’ordine, servono: denaro per comprare gli abiti, e fisici statuari che spesso nella realtà non esistono, o sono rarità.

Al netto di tutto questo, non è detta l’ultima parola. È in qualche modo la speranza che lancia il lavoro di Angelica Hicks, giovane artista, designer, pubblicitaria e illustratrice italo-inglese diventata un vero fenomeno virale di “TikTok”, la piattaforma social più amata dalla “Gen Z”.

Dopo aver trovato il modo di pagarsi gli studi vendendo t-shirt serigrafate nei mercatini di Londra, Angelica ha iniziato quasi per scherzo a imitare gli abiti di haute-couture che sfilano sulle passerelle mondiali, riproducendo delle copie perfette utilizzando materiali di recupero. Spazzatura, per dirla tutta.

Collant usati, carta igienica, stagnola, mascherine, lenzuola, coperte, lattine, scatole, cartone, sacchetti neri per i rifiuti e perfino salumi e affettati sono le sue materie prime, quanto basta per ricreare ironicamente abiti da copertina compresi di accessori. Fra i look più acclamati dal popolo di TikTok, un abito monocromatico di Carolina Herrera visto sulle passerelle di New York, una creazione di Gucci indossata da Billie Eilish al “Met Gala”, ricreata usando una cuffia da doccia e bucce di avocado, o un altro ancora di Schiapparelli visto addosso a Maggie Gyllenhaal alla notte degli Oscar, per l’occasione rivisto usando la stagnola dei Ferrero Rocher. Ad ogni capo, in più, viene assegnato un nome di fantasia che aggiunge un’altra dose di ironia alle creazioni: “Donut-Ella Versace”, “caPUCCIno” e “banANNA Wintour” sono un esempio.

“Ho preso ispirazione dalle pagine ‘Who Wore It Best’ (chi l’ha indossato meglio) pubblicate su magazine come ‘People’ e ‘US Weekly’. Ho iniziato con un panno a quadretti, e ho postato una foto su Instagram chiedendo ai miei amici un parere. Poi, dal 2017 ho iniziato a ricreare locandine di film o copertine di Vogue con ciò che trovavo nel mio appartamento. Ma è stato solo nel 2020, durante il lockdown, che ho realizzato un video, la vera trovata e anche la svolta, perché mostrare il processo di creazione ha reso tutto molto più divertente e popolare”.

In realtà, Angelica nel mondo della moda non è esattamente una sconosciuta: anni fa ha lavorato per marchi come Pomellato, Gucci e Yoox disegnando t-shirt e ideando pubblicità. “La moda non riguarda solo i fashion-addicted, diventa cultura popolare quando gli stili sono copiati e massificati. E osando un po’, ho capito che al mondo della moda piace sorridere”.