
Fin da piccola Anna Kalashnikova sognava di diventare un’attrice. Per prepararsi alla carriera ha studiato da autodidatta musica, ballo, design, per poi trasferirsi a Mosca in cerca di fortuna. Nella capitale russa frequenta la “Moscow Aviation Institute”, una scuola di recitazione che le permette di strappare qualche particina in film che già dalle sue parti non ha visto nessuno, figuriamoci qui.
Ma non tutto era perduto: con 1 metro e 75 centimetri pieno di ogni ben di dio, la ragazza ci mette poco a farsi notare. La celebrità arriva all’improvviso nel 2014, quando la stampa scandalistica russa scopre che Anna è la donna segreta di Prokhor Chaliapin, un tizio di bell’aspetto che in realtà è un cantante assai conosciuto in patria. I due si mollano poco dopo, ma lei mette al mondo un figlio e a forza di sentirsi lasciare il Paese con il fiato sospeso per sapere chi è al padre, accetta di sottoporlo al test del Dna, scoprendo che non è affatto del cantante, bensì di un altro uomo.
Qualche gita dal chirurgo estetico, un paio di copertine e una manciata di calendari e pubblicità dopo, trascinano intorno al nome di Anna Kalashnikova un alone di celebrità che lei cavalca diventando un’influencer oggi seguita da 2,4 milioni di fan adoranti.
Tutto questo per arrivare al dunque: il nome della Kalashnikova sta facendo il giro del mondo perché è la prima influencer russa a provare di persona il peso delle sanzioni internazionali usate per contrastare le scelte guerrafondaie del presidente Putin. Anna ha affidato al suo profilo Instagram in cui ha voluto esprimere tutto il proprio sdegno per un episodio di cui è stata vittima a Dubai, in un negozio “Chanel”. Mentre lei “faceva la spesa”, uno dei commessi l’avrebbe avvicinata dicendole con molto garbo che, essendo una persona residente in Russia, loro non erano autorizzati a venderle nulla, poiché avrebbe potuto portare i capi in patria, dove il marchio ha deciso di levare le tende in segno di solidarietà con il popolo ucraino.
Prima di relegare l’episodio alle notizie di poco conto, è giusto sapere che al fianco dell’influencer si è sentita in dovere di schierarsi nientemeno che Maria Zakharova, portavoce del ministero degli esteri russo, tuonando contro i marchi dell’alta moda, che si sentono liberi di “sostenere il nazismo, ma che è giusto lo sappiano tutti”.
Adesso, per fortuna di tutti, pare che Anna si sia ripresa dal dispiacere, annegando la delusione fra un party esclusivo e una gita in vaporetto nelle acque di Dubai.












