GLAMOUR - La Ferragni torna in un museo, ed è polemica
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È il lato oscuro della popolarità, quello che tocca in dote a chi è riesce a trasformarsi un personaggio conosciuto a tutto il mondo. Nell’epoca dei social e degli “haters”, col veleno dell’invidia sempre in canna, Chiara Ferragni è una delle vittime preferite e predestinate.

Al fianco dei 20 milioni di follower che non si perdono un’immagine dell’imprenditrice cremonese, esiste un mondo di mezzo formato da altre migliaia di persone pronte a criticare qualsiasi cosa faccia, dal matrimonio con Fedez in poi. Eppure, alla faccia di chi non vuole, la presenza di Chiara è in grado di catalizzare l’attenzione non solo su abiti e accessori, ma anche verso questioni solo all’apparenza distanti dal suo mondo, come la cultura e i musei. Ma neanche questo va bene.

È successo a fine luglio, con il mezzo putiferio scatenato dalle foto di Chiara accanto alla Venere del Botticelli nei corridoi della Galleria degli Uffizi, a Firenze, accompagnata dal direttore Eike Schmidt. Apriti cielo: insieme ai soliti odiatori a tutto tondo, contro l’iniziativa si era schierato il critico Tommaso Montanari, portatore sano della tesi secondo cui “La primavera del Botticelli era diventata la testimonial della Ferragni, e non viceversa”. Inutile, o quasi, aggiungere che “l’effetto Ferragni” è coinciso con un curioso aumento dei visitatori nel weekend immediatamente successivo alla visita dell’influencer: 9.312 visitatori, +24% rispetto alla settimana precedente.

E proprio in queste ore è ai nastri di partenza un altro “caso” destinato a scatenare polemiche ai mai finire, come sempre, perché Chiara Ferragni l’ha fatto di nuovo: ha “osato” fare visita alla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma, ospitata a Palazzo Barberini Corsini. L’ha svelato il museo attraverso i propri canali social, anticipando perfino l’onda anomala di cattiverie: “Si scateneranno polemiche? Lei è Chiara Ferragni e ha scelto di visitare Palazzo Barberini per scoprire uno dei più importanti musei romani. E voi quando verrete a scoprire le nostre meraviglie?”.

Questa volta, l’influencer più conosciuta al mondo, si è fatta riprendere accanto a Giuditta e Oloferne di Caravaggio, e Amor Sacro e Amor Profano di Giovanni Baglione, due delle opere più celebri conservate nel museo romano.

Tanti i commenti entusiasti, da chi diceva che “La sua visita porterà sicuramente nuovi visitatori alle Gallerie. Mi pare un fatto molto positivo”, o ancora “Ritengo bellissimo vedere la Ferragni provare interesse per uno dei Musei più belli di Roma”. Ma tanti anche coloro che hanno trovato un altro appiglio per dare fiato ai veleni: “Una marchetta pubblicitaria”, “Ringrazio gli Uffizi, i Musei Vaticani e le Gallerie Barberini Corsini per avermi fatto conoscere Chiara Ferragni, non avevo idea di chi fosse” e per finire “Triste pensare che le persone debbano essere stimolate in questo modo”. A loro, questa volta, si è aggiunto il commento di Daniele Radini Tedeschi, studioso del Caravaggio, convinto che i musei debbano emanciparsi da mode, social, scelte di marketing o testimonial. È siamo solo alle prime battute: il meglio deve ancora arrivare.