GAMES – Il campionato del mondo di palloncini

È ormai un dato certo: la pandemia ha cancellato tante certezze e abitudini che sembravano immutabili, riscrivendo buona parte dell’esistenza dell’umanità. Ma non tutto è perduto, perché guardando con attenzione in cambio ci ha lasciato altro, ad esempio attività che prima non conoscevamo e su cui è possibile fondare una nuova ed entusiasmante era del genere umano. Ad esempio la “Balloon World Cup”, il campionato del mondo di palloncino. Non sarà molto, ma a qualcosa bisogna pur aggrapparsi, che diamine.

A crearlo, in modo del tutto inconsapevole, sono stati tre fratelli dell’Oregon, Diego, Antonio e Isabel Arredondo, che durante i lunghi mesi chiusi in casa, per ingannare il tempo dopo aver dato fondo a videogame e giochi da tavolo, hanno iniziato a giocherellare in salotto con i palloncini colorati, inventandosi un passatempo in cui non servono memoria e cultura, ma solo agilità e prontezza di riflessi. Si gioca in due, un contro l’altro, e vince chi riesce a mantenere il palloncino in aria almeno una volta in più dell’avversario. Vale tutto, non ci sono regole, se non l’astuzia di mettere in difficoltà l’avversario.

I tre fratelli postano su TikTok i video delle loro gare casalinghe e la rete fa il resto: in un amen, le partite degli Arrendondo diventano virali, e qualcuno guarda già oltre.

Un oltre che ha raggiunto il clou lo scorso 14 ottobre, con la finale della prima “Balloon World Cup”, la coppa del mondo di palloncini. Ospitato al “PortAventura World”, un parco di divertimenti dalle parti di Tarragona, il campionato è nato grazie all’interessamento di Gerard Piqué, difensore e capitano del “Barcellona” nonché campione del mondo 2010 e d’Europa 2012. Insieme a lui Ibai Llanos, influencer assai noto in Spagna.

I due, convinti di aver messo gli occhi sul futuro, non hanno lesinato sforzi per organizzare un evento sportivo che poco aveva da invidiare a quelli più celebri, con tanto di effetti scenici e inni nazionali.

Di fronte 32 concorrenti da altrettanti Paesi, chiamati a sfidarsi per manche di due minuti all’interno di un campo di 8 metri per 8 che volutamente ricreava un ambiente casalingo, con divani, mobili e soprammobili. Lo stesso che faceva da sfondo alle sfide dei fratelli Arredondo, attenti a non sfasciare nulla per evitare la collera materna. Primo premio, ben 10mila euro, andati al peruviano Francesco De La Cruz, che in una finale combattutissima – davanti a milioni di persone collegate in streaming - ha avuto la meglio del tedesco Jan Spiess.

Insomma, un successo clamoroso, tanto che qualcuno sogna di poter presentare la disciplina al “CIO” e sperare nella nascita di una nuova disciplina olimpica.

In mezzo a tanta gioia un solo rammarico: la prestazione italiana. Marco Fiorillo, che doveva rappresentare i colori azzurri, è risultato positivo al Covid e costretto a lasciare il posto all’italo-argentino Geronimo Momo Benavides, che è uscito al primo turno. Peccato, perché dopo la vittoria dei Maneskin all’Eurovision, degli Azzurri di Mancini a Euro 2020, al medagliere delle Olimpiadi Tokyo e al Nobel per la Fisica a Giorgio Parisi, quest’altra vittoria avrebbe completato il quadretto. Ci rifaremo, è solo questione di tempo: noi italiani nei giochi di equilibrio siamo maestri.